Come Investire Soldi per Trasferirsi all'Estero

aumentare capitale denaro-estero
Come vanno investiti i nostri soldi
allo scopo di andare a vivere all'estero
Trasferirsi all'estero per cambiare vita è oggi l'aspirazione di molti, ma da dove cominciare? Più importante di "dove andare a vivere" o "che lavoro fare", credo sia "come investire i nostri soldi in modo corretto", nell'ottica di trasferirsi definitivamente. Non si tratta solo di investimenti volti a far fruttare il denaro, ma allo scopo di direzionare la nostra vita verso questo grande cambiamento, al fine di renderlo più semplice.

In parole povere, se possediamo un piccolo capitale, anche di modesta entità, è importante decidere come impiegarlo, allo scopo di realizzare il nostro sogno di andare a vivere felici in un'altra Nazione.


In questo articolo ragioneremo insieme sul modo più logico di ottimizzare l'utilizzo del denaro, attraverso tutti quei passaggi indispensabili al cambio vita che vogliamo progettare, valutando quello che conviene e non conviene fare, nel rispetto delle nostre esigenze e aspirazioni.


Investire subito il capitale


Per potersi trasferire all'estero è necessario avere a disposizione un piccolo capitale che possa coprirci le spalle nelle varie situazioni che dovremo affrontare, banalmente sarà necessario spendere dei soldi per eseguire diversi sopralluoghi nel paese estero in cui vivremo, affrontare poi le spese del viaggio definitivo, l'eventuale trasferimento di materiali o macchinari necessari alla nostra attività, caparre per appartamenti da affittare o comperare, versamenti per gli atti necessari ad ottenere la residenza (prima temporanea, poi definitiva), investimenti per avviare un'attività ecc.

La pianificazione del nostro trasferimento quindi deve essere eseguita con estrema cura, e non può avvenire nell'immediato, proprio perché occorre diverso tempo per prepararsi ad un cambiamento di quest'entità. Cambiare vita non è uno scherzo, e la probabilità di fallire è molto alta, per questo motivo solo chi affronta il grande passo con metodicità e preparazione può riuscire nel suo intento, gli altri potranno essere fortunati, ma corrono rischi altissimi.

Mentre si progetta il necessario, la scelta migliore è investire il nostro piccolo capitale in modo sicuro, cioè bloccandolo in un conto deposito o in obbligazioni, per un certo lasso di tempo. Questa azione ha due scopi: 


  1. Far fruttare un po' di interessi sui soldi che possediamo e combattere l'inflazione (pare che a fine anno sarà intorno al 3%)
  2. Impedirci di dare retta ad eventuali colpi di testa, che ci porterebbero a mollare tutto subito, vanificando ogni sforzo.

Ritengo che il tempo minimo per una pianificazione adeguata sia di almeno tre anni, quindi il nostro denaro va bloccato in un investimento sicuro per tutto quel tempo. Oggi esistono conti deposito che permettono di avere tassi fissi, con capitale garantito, che arrivano anche al 5%.

Per essere sempre aggiornati sui miglior conti deposito esistenti, e quindi decidere come investire al meglio i nostri soldi, allo scopo di trasferirsi all'estero, consiglio di visitare spesso il sito Confronto Conti Deposito.

Allo scadere dei tre anni, quando tutto sarà pronto per la nostra dipartita dall'Italia, avremo incrementato il capitale iniziale di una cifra che ci permetterà di coprire alcune delle spese che affronteremo quando saremo pronti per "andare a vivere all'estero".

Effettuare sopralluoghi all'estero


Mentre abbiamo diligentemente bloccato parte dei nostri soldi in obbligazioni o in un conto deposito, dobbiamo rimboccarci le maniche e stabilire con sicurezza se la destinazione che abbiamo scelto è esattamente come ce l'aspettiamo. Un primo controllo può essere fatto valutando il Costo della Vita all'Estero, anche per singola città ma, quest'indicazione, per quanto precisa, non potrà mai sostituire un certo periodo di soggiorno nel luogo che abbiamo scelto.

Il valore aggiunto che può dare una valutazione di quanto può costare vivere all'estero, consiste però nel prevedere a grandi linee, di quanti soldi avremo effettivamente bisogno per il nostro "periodo di prova” e, di conseguenza, decidere se possiamo permetterci uno o più sopralluoghi,  o addirittura se abbiamo la liquidità sufficiente per visitare più di un Paese estero di nostro interesse.

Che la nostra scelta ricada su un paradiso tropicale, un'isola deserta o una grande città industrializzata, il primo investimento che andremo a fare sarà sicuramente volto ad un soggiorno (il più lungo possibile) nella metà designata.


Come guadagnare all'estero


Nel tempo che ci separa dalla partenza definitiva, dobbiamo stabilire quale sarà la nostra fonte di sostentamento, cioè se lavoreremo, se vivremo della pensione o su quali altre fonti di rendita potremo contare. Ognuna di queste scelte necessita o meno di un investimento iniziale; le possibilità sono:


  1. Cercare un lavoro all'estero
  2. Lavorare indipendentemente dal luogo di destinazione
  3. Vivere della pensione INPS


Nel primo caso è evidente che l'investimento da compiere può variare notevolmente in base alla decisione di mettersi in proprio e aprire un’attività (il classico ristorante o baretto sulla spiaggia, per esempio) o lavorare come dipendente. Probabilmente la scelta più saggia è quella di iniziare lavorando come dipendente di un'attività già avvitata, questo ci permetterebbe di imparare un determinato lavoro e il modo in cui questo viene svolto all'estero, di valutare la situazione socio-economica del luogo da noi prescelto e di evitare di investire alla cieca i nostri soldi, nell'apertura o rilevamento di un'attività che potrebbe stentare a decollare.

La prudenza, in questi casi, non è mai troppa, e la fretta può solo portare a vicoli ciechi; lavorare come dipendente per un certo periodo potrebbe salvarci dalla catastrofe ed evitare investimenti errati, sia perché oggi la crisi non ammette passi falsi, sia perché spesso si ha una visione "turistica” del luogo in cui sogniamo di vivere, ma non conosciamo niente dell'aspetto lavorativo, della reale qualità della vita e dei problemi legati al territorio o alla situazione economico-politica.

Un'idea che ritengo interessante, è quella di riuscire a crearsi una fonte di rendita indipendente dal luogo in cui ci troviamo; potenzialmente qualunque forma di telelavoro potrebbe fare al caso nostro. Esistono oggi infatti molti modi di guadagnare tramite internet o utilizzando solamente il telefono, ecco alcuni spunti:



  • Baby sitter
  • Dog sitter
  • Insegnante privato (di lingue o qualche altra materia di competenza)
  • Traduttore (documenti, libri, ecc.)
  • Webmaster
  • Giornalista freelance
  • Copywriter per siti web
  • Blogger



Cioè tutti quei lavori che possono essere svolti senza necessitare di una sede fissa.

Non è nemmeno da escludere la possibilità di richiedere il telelavoro all'azienda nella quale oggi siamo impiegati, anche se questa eventualità è un po' meno praticabile perché necessita di postazioni attrezzate a norma di legge, ed è un po' lontano dall'immagine che abbiamo di noi, sdraiatati in riva al mare con, il portatile sulle ginocchia.

In ogni caso, per chi ne avesse l'opportunità, va valutato con attenzione anche un investimento in denaro volto a crearsi un ingresso a prescindere dalla residenza, in questo modo si eviterebbe uno degli ostacoli più difficili da superare, cioè trovare lavoro all'estero. Va tuttavia ricordato che ogni Paese ha le sue regole e che per avere un visto di residenza permanente senza lavorare, servono dei requisiti economici particolari. Consiglio di leggere il post Dove Vivere con Pochi Soldi all'Estero per avere un’idea di quanti soldi servono in tali situazioni.

Sull'ultima opzione non spenderò troppe parole, perché chi ha la fortuna di percepire la pensione INPS, potrà trasferirsi all'estero senza eseguire alcun investimento, anzi, esistono Agevolazioni nella Riscossione della Pensione all'Estero.


Acquistare casa all'estero o andare in affitto


L'ultima scelta è naturalmente quella della residenza, intesa come la possibilità acquistare un immobile o di vivere in affitto per un certo periodo. Vale sempre la regola per la quale l'investimento più saggio è sempre quello più prudente; anche se tendiamo a considerare l'affitto come un inutile spreco di denaro, esso rappresenta invece un investimento importante per la nostra sicurezza; chiunque si trasferisca all'estero dovrebbe prima valutare un periodo di questo tipo, e solo dopo considerare di acquistare casa, anche se (come spesso accade) quest'ultima risulta particolarmente conveniente.

In entrambi i casi va preventivata una certa spesa iniziale  perché l'affitto di un appartamento all'estero solitamente richiede il versamento di una caparra e l'anticipo di una o due mensilità, come garanzia per chi mette a disposizione l'immobile. I soldi ricavati dagli interessi maturati sul capitale inizialmente investito, potrebbe tornare utili, proprio al fine di coprire questa tipologia di spese.

Ricapitolando


In quest'articolo ho voluto proporre una visione prudente del progetto volto a cambiare vita e trasferirsi all'estero, ponendo particolare attenzione all'investimento di un piccolo capitale, necessario alle spese che questa scelta impone. Riassumendo, i passaggi fondamentali sono:


  1. Investire un piccolo capitale nel periodo di preparazione alla partenza.
  2. Utilizzare parte dei soldi per eseguire uno o più sopralluoghi all'estero.
  3. Investire nell'avviamento di una nuova attività lavorativa.
  4. Comperare un immobile o coprire le spese d'affitto dei primi mesi all'estero.


Quello che abbiamo capito da quest'analisi è che anche un progetto apparentemente di rottura, come cambiare vita andando all'estero, necessita sia di un'attenta pianificazione, sia di un capitale iniziale che dipende sostanzialmente dall'attività che ci interessa intraprendere e dal costo della vita nel luogo dove intendiamo emigrare. In futuro proveremo a valutare quanti soldi effettivamente servono per trasferirsi in alcune delle più interessanti località estere.

5 commenti:

  1. Sono pienamente d'accordo (come sempre) che la pianificazione è una cosa importantissima e ancora di più lo è il periodo di "prova" nella nuova località prescelta, a volte un posto sembra avere sulla carta tutti i requisiti giusti per essere il nostro paradiso ma poi una volta arrivati ci si rende conto che nella pratica non è adatto al nostro stile di vita.

    Durante la pianificazione sarebbe utile farsi una lista delle caratteristiche che vorremmo trovare nella nuova destinazione, cose tipo:
    - vicinanza al mare o montagna, lago fiume ecc...
    - Temperatura media, estati lunghe, umidità, stagione delle pioggie corta...
    - Livello di rischio delle calamità naturali (uragani, inondazioni, terremoti ecc...)
    - Lingua parlata e facilità di comunicazione
    - Tipo di trasporti presenti, metro in città, treni, autobus, spostamento in generale ecc...
    - Istruzione e scuole per chi ha figli.
    - Tipo di cucina e facilità di trovare determinati alimenti e così via.

    Facendo una lista del genere si andrebbe ad individuare abbastanza velocemente quelle nazioni e luoghi che fanno al caso nostro (inizialmente solo sulla carta), così da poter iniziare a studiarle in dettaglio e visitarle per trovare alla fine il nostro posto al sole.

    Mi sa che ci scriverò un post nel mio blog su come scegliere la destinazione ideale :)

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    1. Perchè non fare un guest post qui? In ogni caso, la tua idea mi piace molto, un articolo su come scegliere la destinazione ideale è veramente interessante, se non ti scoccia e non ti senti derubato della tua idea, mi piacerebbe farci un post anche'io!

      grazie!!!

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  2. Ma posso investirli anche con le gomme antineve?

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  3. Certo fai pure, non mi scoccia affatto anzi, felice di averti dato uno spunto interessante.

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  4. ...però così non si "cambia vita", si cambia solo luogo, quindi è solo una "fuga" per continuare a fare quello che si faceva prima, magari con meno sforzo.

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