Cambiare il Lavoro: Proposta di un Nuovo Modello Lavorativo

nuovo lavoro per cambiare vita
Come possiamo "cambiare il lavoro" per
cambiare vita e vivere felici
Il lavoro, per come oggi è organizzato, priva le persone della propria libertà. Per questo motivo, cambiare lavoro, cioè lasciare la nostra vecchia attività lavorativa, per intraprenderne una nuova, convinti che questa sia la strada giusta per cambiare vita, potrebbe non essere la soluzione ai nostri problemi.

E' il modello lavorativo oggi dominante ad essere sbagliato, con ritmi frenetici e obiettivi impossibili, il tutto volto a guadagnare più soldi possibile, senza considerare le esigenze e le aspirazioni delle persone.


Quest'articolo sarà probabilmente il primo di una serie di scritti, volti ad analizzare il mondo del lavoro per provare a cambiarlo, con proposte complete e idee per delineare un nuovo modo di produrre, che possa garantirci, allo stesso tempo, denaro e libertà. Smettere di lavorare significa smettere di essere schiavi di un sistema che ci vuole vedere piegati alla volontà del mercato e rinchiusi tutto il giorno a produrre. Oggi proveremo a costruire un’alternativa che possa garantire a tutti, una vita felice.


Perché cambiare il lavoro


Criticare il sistema attuale va bene, ma servono spunti costruttivi per trovare un'alternativa e "cambiare" il modo in cui oggi lavoriamo; in questo senso sento il bisogno di proporre un nuovo schema produttivo, perché a criticare siamo bravi tutti, ma poi, la vera alternativa, si costruisce con idee e consigli concreti, che possano ispirare il cambiamento.

Le aziende di oggi sono strutturate secondo uno schema ben preciso: siccome lo scopo finale è produrre il più possibile, esse hanno bisogno di porre condizioni e regole al fine di rendere tutti produttivi, dai meno motivati agli stacanovisti. Questo modello organizzativo garantisce un certo risultato in termini di denaro, ma allo stesso tempo necessita che i processi siano semplici, ripetitivi e facilmente controllabili; in pratica non servono le capacità o le idee del singolo, quello che conta è suddividere la catena lavorativa (ma anche l'organigramma) in ruoli che non necessitano capacità straordinarie, in modo da rendere tutti produttivi, e allo stesso tempo facilmente sostituibili.

Questo modo di lavorare è una vera e propria arma nelle mani di chi comanda l'azienda, e i fili vengono mossi per spingere i burattini nella direzione della mediocrità.

E' chiara quindi l'assurdità dell'intero sistema, che da una parte chiede dedizione alla causa, impegno e assunzione di responsabilità, e dall'altra ci spinge continuamente verso un appiattimento delle competenze, allo scopo di gestirci più come numeri che come risorse dotate d’intelletto, capacità e aspirazioni.

Un nuovo lavoro va pensato proprio per combattere questo meccanismo schiavizzante e omologante, perché le persone si possano definitivamente emancipare.

Lavorare meno: poche ore al giorno


Il primo cambiamento da attuare è ridurre le ore di lavoro di ognuno; la giornata va suddivisa in due turni da 4 ore ciascuno:

1° turno: 8.30 – 12.30
2° turno: 13.00 – 17.00

In questo modo restano coperte le 8 ore di produzione, ma ad ogni persona viene dimezzato il carico di lavoro. La prima problematica che emerge da questo cambiamento, deriva dalla necessità di spostarsi, per poi restare al lavoro solo 4 ore. Molti, soprattutto chi ogni giorno deve percorrere parecchi chilometri per andare a lavorare, potrebbero preferire una riduzione delle ore, applicata però verticalmente, cioè lavorare per 3 giorni la settimana, e poi riposare per i restanti 2. Anche in questa ipotesi, l’organizzazione a turni, applicata però su intere giornate, potrebbe garantire la copertura necessaria ad assicurare un flusso di lavoro costante.

I vantaggi nel lavorare poco



Tempo libero

Il primo vantaggio è evidente, ogni persona, ogni giorno, avrebbe mezza giornata libera, che potrebbe dedicare alle proprie passioni: leggere, dipingere, suonare, coltivare la terra, riposare. Nel caso in cui invece si decidesse di lavorare per 3 giorni e restare a casa i restanti 2, si avrebbero (in una settimana) ben 4 giorni di riposo, nei quali dedicarsi a se stessi e ai proprio interessi. Il tempo è il bene più prezioso che abbiamo, non può essere ne venduto ne comprato, poter disporre di molto tempo libero permetterebbe di vivere meglio e avere la possibilità di sviluppare i propri interessi.
Maggior produttività

Se i ritmi di lavoro sono meno stressanti, e allo stesso tempo viene data a tutti la possibilità di vivere felici la propria vita, si otterrebbe immediatamente un aumento della produttività; un individuo riposato e soddisfatto della propria vita, soprattutto nella sfera dei rapporti sociali, è in grado sia di affrontare con maggior lucidità i problemi, sia di rapportarsi in modo costruttivo con i colleghi, facendo fruttare al massimo le ore lavorative.

Per approfondire: Come Vincere la Dipendenza dal Lavoro

Annullamento della disoccupazione

Attualmente, il tasso di disoccupazione in Italia supera il 10%, ciò significa che, anche se solo una minima parte degli occupati decidesse di cambiare e aderire a questo nuovo modo di lavorare, si riscontrerebbe un annullamento immediato della disoccupazione, con ripercussioni positive su ogni settore dell'economia e una ripresa economica pressoché immediata, senza ricorrere all'aumento della pressione fiscale.


Livellamento degli stipendi


In questo nuovo scenario, un cambio così radicale necessita anche un adattamento del sistema retributivo, per tutte le fasce di reddito, sopratutto le meno abbienti. Come sappiamo infatti, nel nostro Paese abbiamo un pessimo rapporto stipendio/qualità della vita, questo significa che c'è ampio margine per cambiare il modo di lavorare, ottimizzare le risorse e ridurre tutti gli sprechi.

Un nuovo modo di pensare il lavoro


Cambiare e rinnovare il lavoro significa anche eliminare il più possibile gli sprechi, e per farlo occorre agire alla radice del problema, introducendo il concetto di uguaglianza. Chi ricopre ruoli dirigenziali, o più in generale chi sta un grandino sopra un altro dipendente, non deve godere di particolari privilegi; le persone infatti sono tutte uguali, anche nel mondo del lavoro. Devono avere perciò diritti e stipendi il più possibili livellati tra di loro.

Il semplice fatto di ricoprire ruoli di maggior responsabilità, non significa essere universalmente migliori degli altri, più bravi, più intelligenti e per questo privilegiati; significa semplicemente essere più adatti a fare determinate cose, ma va sempre ricordato che la posizione è relativa al posto di lavoro, usciti dall'azienda si ritorna tutti Mr. Nessuno.

Per questo motivo non è giusto che, chi occupa posizioni di rilevo nel mondo del lavoro, sia anche un privilegiato nella società, cioè possa avere molti più soldi degli altri e quindi usufruire di una sanità migliore, case esageratamente grandi, educazione di alto livello per i figli, vacanze lussuose, automobili costose ecc.

Non dico che non vada premiato l'impegno e la dedizione al proprio ruolo, ma gli stipendi vanno livellati, perché un addetto al call center non può prendere 600 euro al mese e un dirigente 60.000, altrimenti il lavoro diventa fonte di discriminazione sociale, quando invece dovrebbe solo essere un mezzo per il sostentamento.

Gli stipendi, inoltre, devono avere un tetto massimo non superiore ai 5000 euro al mese, bonus e premi compresi, mentre la retribuzione minima garantita a tutti dovrebbe essere di almeno 1500 euro.

I vantaggi nel cambiare la retribuzione media



Grazie a questo cambiamento ognuno avrebbe nuovo e sufficiente potere d'acquisto, e allo stesso tempo le classi sociali si livellerebbero, consentendo anche agli operai di risparmiare, costruire un futuro migliore e, ai loro figli, di accedere ad un'istruzione paragonabile a quella dei figli dei dirigenti.

Si annullerebbe poi l’effetto del potere derivante dal ricoprire un ruolo dirigenziale esageratamente retribuito; guadagnando meno ci sarebbero meno ricchi, quindi meno ingiustizie dovute alla possibilità di ottenere più facilmente privilegi sociali e (come la politica italiana ci insegna) giudiziari! Se nessuno può permettersi di pagare pool di avvocati in grado di tenere lontani dalla galera, personaggi che hanno evaso il fisco per milioni di euro o pagato tangenti per ottenere appalti milionari, la giustizia riuscirebbe ad operare in modo più rapido e mirato, garantendo equità e libertà per tutti.

Si riuscirebbe cioè a ridurre di molto l’evasione fiscale, e a far quadrare più facilmente i bilanci dello Stato.


Lavoro in cambio di tempo


Un po' come accade nelle moderne Banche del Tempo, "cambiare il lavoro", basandolo più sul concetto di tempo che su quello di denaro, permettere di ripagare l'impegno dei propri dipendenti in modo alternativo. L'idea potrebbe essere quella di concedere ore di permesso in cambio degli straordinari o di eventuali premi di produzione, che spettano ai più meritevoli; in questo modo si riuscirebbe a mantenere un'equa distribuzione del denaro, anche a fronte di persone che decidono di dedicare più di 4 ore giornaliere al proprio lavoro.

I vantaggi di cambiare i soldi in tempo



Immaginiamo uno scenario nel quale, per anni, una persona decida di lavorare più del dovuto o s’impegni a fondo per realizzarsi in un impiego che lo appassiona; alla fine della propria esperienza produttiva, quando sarà il momento di andare in pensione, egli godrà di così tanto “tempo accumulato” da riuscire ad anticipare la propria dipartita dal lavoro, anche di qualche anno.

Per chi invece intendesse lavorare fino all'ultimo, al raggiungimento dell'età pensionabile o del numero minimo di anni di contributi, potrebbe richiedere la conversione in denaro del ”tempo” meritato, il quale, assieme al TFR ordinario, potrebbero permettere una vita agiata, un investimento per se stessi e per i figli o, più semplicemente, la certezza di vivere la propria vecchiaia serenamente e senza problemi economici.

Cambiamo il lavoro insieme


Non essendo io un economo, non ho certo la presunzione di scrivere la nuova Bibbia del lavoro,  e di cambiare il sistema scrivendo un semplice articolo, anzi, mi piacerebbe molto che eventuali lettori, molto più competenti di me, commentassero le mie idee, facendomi notare dove sbaglio, i paradossi in cui incorrerei, e proponendo a loro volta soluzioni che possono cambiare il lavoro e allo stesso tempo la vita di tutti noi.

Dai commenti e dalle idee che perverranno, proveremo poi a migliorare le proposte che ho stilato, producendo un nuovo articolo, allo scopo di creare un lavoro diverso, con cambiamenti che mettano l'uomo al centro, e non la produzione o il mero denaro.

Aspetto con ansia nuove idee!

smetteredilavorare.it

9 commenti:

  1. Ciao, questo post per me è un bellissimo pensiero e concordo con te al 200%. Purtroppo pero' non sarà la nostra generazione che cambierà le cose (ho 34 anni), secondo me bisognerà aspettarne 2 di generazioni per vedere finlamente la gente stuffa di questo sistema economico che ci spinge verso l'inutile consumismo (il tuo articolo sulla felicità è grandioso). Questo lo dico perchè siamo veramente in pocchi a pensarla così, lo vedo tutti i giorni attorno a me, sopratutto nei colleghi di lavoro. Tutti concordano su questi pensieri, ma nessuno fa niente per cambiare le cose né tantomeno considerano l'argomento più interessante di una partita di calcio.

    Un saluto,

    Diego

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    1. Ciao Diego, è un piacere averti con noi su questo blog di mosche bianche ;) A me da sempre tanta energia sentire che ci sono persone che la pensano come me e hanno voglia di cambiare. Grazie per i complimenti (che non merito) e della tua testimonianza... lo dico sempre, dobbiamo stare uniti e farci forza a vicenda, solo così cambieremo le cose! a presto e buona vita!

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  2. Credo che la questione che condividiamo in molti ormai, non sia alla portata di decisioni da chi dovrebbe e potrebbe, cioè da parte di chi dovrebbe fare il bene della gente, amministrando e guidando...

    Pustroppo la mentalità inveterata dell'imprenditore e di chi gestisce il lavoro è quella di far stare la gente in ufficio, anche a sprecare tempo e risorse, ma certo non di dargli tempo per Vivere, e quindi temo che l'unica maniera di attuare un cambiamento sia agendo sulla nostra propria esistenza, come d'altronde stiamo già, in parte, facendo, e come tu Francesco, ci stai mostrando..

    A mio parere possiamo ridurre consumi e "dipendenze" economiche, iniziando a ragionare, aquisisre consapevoleza sul vero "valore" di oggetti e servizi ed attività che ci vengono sottilmente "imposti" da metodi striscianti pubblicitari, facendoli apparire e sentire come "indispensabili" per poter solo esistere e vivere...
    Dobbiamo imparare a"sentire" dentro di noi, quanto di quello che possediamo e facciamo, ci dia REALMENTE benessere e serenità, e quanto invece, non sia solo apparente beneficio, che si dissolve al caldo del primo sole...

    Tu Francesco stai mostrando come si possa vivere con "soli" 500 euro e lo stesso, ognuno di noi, ragionando sulla "propria esistenza" possiamo fare tutti, arrivando a capire e sperimentare una vita fatta di cose non povere, ma essenziali, e parlo di telefoni, servizi TV, ed altro che ricade anche nella sfera delle distrazioni ma non solo... (vedere l'esperienza in proposito di S. Rossini che vive con tre figli spendendo molto poco :
    http://natural-mente-stefy.blogspot.it/ )

    A questo punto, se l'esigenza economica di una famiglia è minore, possiamo pensare di cercare possibilità di reddito diverse, non serve più un impiego da 1000 euro minimi...

    Passo fondamentale e direi impegnativo per ognuno di noi, perché cozza contro concetti instillatici nella testa fin dalla nascita e coniderati gli unici plausibili, è quello del "tipo di lavoro": non è detto che sia semplice, anzi, direi tutt'altro, ma non esiste solo il considerare impieghi tradizionali: attività artigiane, di servizio, o di piccola manutenzione che apparentemente rendono poco, possono diventare fonte di quel reddito diverso che ci serve e svincolarci da altri tipi di catene.

    Concetti non semplicissimi ed immediati da applicare e recepire, ma che con un cammino di consapevolezza, autocoscienza, autoapprendimento e seguendo anche esempi altrui (come il tuo Francesco), possiamo gradualmente far diventare una "nuova normalità"...

    Nessuno dice sia una passeggiata, ma salire le montagne alla fine dà sempre molta soddisfazione :-) se poi si tratta della Nostra Vita!....

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  3. Tutti bei discorsi e che appoggio in pieno visti anche sul sito di Simone Perotti. Mi torna tutto e sono d'accordo con te.MA mi domando...a livello proprio imprenditoriale a me pagare il doppio del personale (mettiamo ho bisogno di 3 persone ad 8 ore quindi diventano 6)mi costa molto di piu'. Come sapete bene avere uno a part time non significa pagarlo tanto meno di uno che lavora 8 ore (non a caso i lavori part time seri sono come manna dal cielo!)e sapete anche che a livello proprio di tasse questi contratti non seguono il semplice discorso meta' ore meta' tasse...in piu' per essere competitivi si cerca sempre di produrre di piu' con minori costi quindi 6 persone mi costano sicuramente di piu' di 3 ad otto ore. Se parliamo poi dello stipendio il discorso dovrebbe essere che dallo Stato si inventino un contratto per cui se io prendo 2 persone o 1 persona pago le stesse tasse altrimenti per 2 persone io apro due contratti,due inps,due assicurazioni,due cassa malattia,ecc. Senza contare che lo stipendio cmq sarebbe basso,molto basso. Diciamo sulle 500 euro al mese. E questo perche' o cambia il modo di lavorare di tutto il mondo oppure io col cavolo che posso dare di piu' ai miei dipendenti. Per avere un lavoro da un cliente devo fare prezzi competitivi che mi permettano di andare avanti.500 euro sono suff fuori dalla citta'. Con la casa piccola in campagna,con l'orto,una sola macchina (forse) e la legna nel camino per scaldare le stanze. In citta' 500 euro bastano solo per la casa. Non possiamo andare tutti a vivere in campagna altrimenti faremmo di nuovo l'errore che abbiamo gia fatto ma al contrario (lasciare la campagna per la citta'). Mi auguro,spero e prego che il DS rimanga cosa per pochi,vista male dai molti.Altrimenti imploderebbe tutto.

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    1. Ciao Diego, ottimo spunto su cui riflettere, era proprio questo che intendevo quando nell'articolo chiedevo di integrare con idee e obiezioni. Sicuramente da rifletterci ed elaborare una strategia! Grazie!

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  4. Puoi ridurre la disoccupazione dando meta' giornata a un disoccupato e lo trovo un'ottima idea ma non ci sarebbe crescita economica perche' quello che perde 4 ore guadagna la meta' e quindi si compenserebbero essendo ottimisti ci sarebbe proprio qualcosa di minimo. Sul versante dell'equita' sociale pero' fa faville come idea. e anche per il tempo libero. Ma non per la crescita economica.

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  5. condivido appieno il concetto soprattutto nel vedere il lavoro come un mezzo reale per raggiungere la propria personale felicità e non come boia della voglia di vivere e sottrattore di tempo. A livello pratico però il discorso sarebbe applicabile se ci fossero le seguenti condizioni di vantaggio per tutti gli attori dello scenario lavorativo:
    1) 4 turni da 6 ore o 4 da 4 quindi copertura maggiore della giornata e maggior rendimento produttivo del singolo dal punto di vista dell'impresa
    2) dal punto sopra pagare 4 persone con tasse incluse in rapporto alla maggiore produttività deve essere più conveniente o tutt'al più uguale x l'azienda
    3) lo stipendio di chi lavora deve essere uguale o leggermente inferiore e che possa consentire una serena e soddisfacente sopravvivenza
    4) tutti i punti sopra implicano una drastica riduzione delle tasse sul lavoro. Le mancate entrate dovrebbero essere garantite allo stato attraverso incentivi sui consumi. Quindi meno tasse ma più consumi, più consumi più entrate per lo stato.
    Esempio: un azienda produce 100 con un lavoratore che lavora 8 ore e prende 1500 € di stipendio netto e azienda paga 1200 di tasse. Il discorso è valido se:
    1) 3 lavoratori a 4 ore producono o 2 da 6 producono 180 anzichè il corrispettivo di 150 su 12 ore
    2) e 3) una produttività di 180 vale in rapporto un costo al giorno di 90 euro fatta equivalenza con 100 a 50€. Se si abbassano le tax del 10% azienda paga cmq 1200€ di tax ma su uno stipendio netto di 90€ x 30 gg = 2700€ ( quindi 3900 totale contro 2700 di sopra) diviso 2 o 3 persone. 90 € netti / 2 a 6 ore = 45€/giorno... 90€/ 3 a 4 ore = 30€/giorno
    4) il10% di tassazione in meno equivalente e x miliardi deve esser coperto da un rientro in tax sui consumi dello stesso livello. esempio: si devono coprire 100 miliardi in meno derivanti dagli stipendi con un aumento generale dei consumi del 20% di:
    - benzina (le persone hanno piu tempo e viaggiano) ,
    - bar, palestre, ristoranti, alimentari,..e tutte quelle attivita che si possono fare con più soldi e tempo. Ciò è possibile solo con abbassamento dei prezzi a discapito dei commercianti.

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  6. Ciao ti volevo fare i complimenti per il tuo libro che ho appena acquistato. Ancora non ho finito di leggerelo ma è molto interessante. Hai fatto proprio un bel lavoro di conoscenze e di consapevolezza. E io la penso proprio liscia liscia come te e sono tante le persone che sono stanche e stufe di vivere a cavolo come si sta vivendo in qs momento storico. Io vengo da mesi di mobbing e mi trovo a casa in malattia con attacchi di panico dovuti alle troppe ore lavorate, mal retribuite con un titolare che detta legge a destra e sinistra come vuole lui...e non se ne può più!! ma dove sta scritto che per lavorare ti devi ammalare. La gente deve essere cattiva, invidiosa.. ma per cosa. Io credo necessariamente che si debba cambiare, perchè così non si va da nessuna parte. C'è un 10% di italiani che hanno creato qualcosa di diverso (L'Italia che cambia). Sono pochi ma da qualche parte bisogna iniziare. Io non sono nessuno e non ho nemmeno le competenze specifiche necessarie o anche la paura stessa, di poter intraprendere un percorso alternativo e mi sto informando e guardando intorno perchè penso veramente che ci debba essere un'alternativa. Basta volerlo in tutti i modi.

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