Vivere Senza Soldi Dopo i 50 Anni (la storia di Heidemarie Schwermer)

cambiare vita e vivere senza denaro
vivere senza soldi: La storia di
Heidemarie Schwermer in un film

Cosa può spingere una donna che ha più di 50 anni a cambiare vita, regalare la sua pensione, vivere senza soldi e senza casa, basando tutta la sua vita sull'ospitalità degli altri e sul baratto? Non stiamo parlando di manager che decidono di cambiare vita e vivere grazie al denaro accumulato o di persone più o meno benestanti come me, che pianificano di smettere di lavorare, investendo denaro e risparmiando.

Heidemarie Schwermer potrebbe tranquillamente godersi la pensione da insegnante e, di fatto, quindi non lavorare, vivendo la sua vecchiaia nella sua casetta, invece ha scelto di vivere senza soldi da più di 13 anni.


Oggi, questo breve post, è per condividere un film che tutti possiamo guardare gratuitamente su youtube, s'intitola “Vivere Senza Soldi” e racconta la storia di Heidemarie Schwermer, una donna che sta dimostrando come vivere felici con poco, sia possibile.

Vivere Senza Soldi (il film completo)


Ecco il film, è possibile visualizzarlo direttamente all’intero di questo blog, oppure guardarlo a schermo intero cliccando sull’icona in basso a destra:




Come si fa a Vivere Senza Soldi


Su questo blog ho ampiamente discusso l’argomento soldi, prima ancora di scoprire la vita di questa coraggiosa signora, avevo intuito Perché è Meglio Vivere Senza Soldi, ma ritrovare, nella sua esperienza e nelle sue parole, i miei stessi pensieri, è veramente incoraggiante.

I metodi applicati per vivere bene senza denaro, raccontati nel filmato che ho voluto condividere, sono i seguenti:
  1. Ottenere ospitalità presso persone che condividono il nostro stesso pensiero e la nostra stessa filosofia di vita, rendendosi utili e quindi contraccambiando l’ospitalità con del lavoro, che possa avvantaggiare chi è stato tanto generoso con noi.
  2. Nutrirsi con prodotti che i negozi o i supermercati butterebbero via perché tecnicamente scaduti (la data di scadenza in realtà ha spesso larghi margini) o visivamente poco appetibili per la clientela. Nel film viene anche mostrato quanto cibo gratis si può trovare in un mercato ortofrutticolo, al termine della giornata lavorativa. In realtà la signora Heidemarie, grazie alla sua notorietà, riceve anche molti regali.
  3. Ottenere cose gratis (vestiti, cibo, ecc...) tramite il baratto o scambiando la propria prestazione lavorativa con quello che veramente ci serve.
  4. Trasformare il Nostro Stile di Vita in un’Attività che ci permetta l’autosostentamento. Heidemarie non solo gira l’Europa, tenendo conferenze su come vivere felici senza soldi, ma ha anche scritto un libro che ha avuto un discreto successo.

Dove ci Porta il Coraggio di Andare Contro Corrente


Tralasciando le immancabili polemiche che la storia della signora Schwermer scatena in tutta la rete, i commenti increduli, denigratori e disfattisti, la lezione che credo tutti possiamo imparare da questa particolare storia è che, chi trova il coraggio di fare una scelta radicale, contro corrente e che spiazza tutti, finisce col riscuotere un successo clamoroso.

Questo significa che Avere Successo Senza Lavoro e Senza Soldi è possibile, questa storia ne è la dimostrazione, e dovrebbe dare il coraggio a tutti noi di cambiare vita, smettere di lavorare e inseguire i nostri sogni, dando libero sfogo alle nostre passioni e seguendo quello che ci dice il cuore.

Non vi rubo altro tempo, e vi lascio alla visione già sufficientemente lunga (oltre 50 minuti) di questo film; prima di congedarvi però, riporto una frase della signora Heidemarie, che mi ha colpito, e che mi ha fatto capire come persone diverse, che la pensano come noi, esistono, e le loro scelte ci devono dare il coraggio di proseguire lungo la strada della libertà.

“Posso sopportare che la gente creda che sia stupida o matta, ma quando trovo qualcuno che mi capisce, sono veramente felice”.

Sito ufficiale della signora Heidemarie (in tedesco).

15 commenti:

  1. Ok. Condivido molta della filosofia che ho letto sul blog, e probabilmente rimarrei affascinato dal film (ancora non l'ho visto). Ma mi rimane sempre un dubbio. Molte di queste scelte si possono fare se si è responsabili solo del proprio destino. Quando hai la responsabilità del futuro di altri componenti del nucleo familiare (nel mio caso 4 figli) ritengo che sia molto più difficili le, ed il legame con il denaro indissolubile. Io a 50 anni posso decidere di cambiare vita e cercare la mia felicità, avendo vissuto molte esperienze, un percorso di carriera e quindi maturato delle convinzioni, ma ad un ragazzo che deve preparasi ad affrontare un mondo difficile come posso fornire i necessari strumenti partendo da pochissimi mezzi e minori opportunità, quasi al pari un un immigrato che viene a cercare fortuna nel nostro paese ? E se la valutazione di felicità non coinciderá con tale modello minimalista ? Ripeto io condivido praticamente tutto quello che ho letto, vivo in campagna, sto cercando l'indipendenza energetica, mi piacciono gli animali e la natura, che la possibilità di osservare. Ma ancora la fonte lavorativa è l'unica che mi consente di mantenere la famiglia, per cercare di fornire loro un futuro,... Magari anche in un altra realtà, lontano da qui, cercando di supportare le loro aspirazioni....
    Ciao, Alberto

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    1. Ciao Alberto,

      Quello che tu scrivi è anche sempre stato il mio più grande dubbio: Quanto coraggio ci vuole per cambiare vita con una famiglia, sopratutto numerosa come la tua? Ma sopratutto, dove sta la linea di confine tra la libertà e l'egoismo personale che si rischia di anteporre alla felicità dei propri figli?

      Io ho famiglia, una moglie e sola figlia, certo, ma sempre di famiglia si tratta, e la sua esistenza è l'unica cosa che fino ad oggi mi ha fermato dal mollare tutto e vivere alla giornata, cioè il suo futuro.

      Quindi capisco perfettamente quello che dici, ed è per questo che sto attuando il mio piano per smettere di lavorare in modo preciso e dettagliato, creandomi delle entrate parallele con le quali posso praticamente sostituire il mio stipendio attuale, ma facendo quello che mi piace e mi diverte, con i miei ritmi e i miei tempi.

      Sicuramente vado incontro ad una precarietà che ora non ho, ma sai che vita faccio adesso? Lavoro tutto il giorno, torno a casa e vedo mia figlia 1 ora e poi la metto a dormire. La mattina parto prima che si svegli. Sicuramente questo non le fa bene, i primi 3 anni della sua vita sono importantissimi per il suo sviluppo e io vorrei esserci come genitore, non lavorare e vederla nei ritagli di tempo.

      Che vita è? Che padre sono?

      Il legame con il denaro ora è indissolubile, sono d'accordo, le bollette non si pagano a chiacchiere e bei pensieri, ma la mia filosofia, quella di questo blog e probabilmente anche la tua, è volta a vivere con poco, cioè l'indispensabile, tagliando tutto il superfluo, vivendo con poco e insegnando ai nostri figli a fare altrettanto. A farsi una corsa nei prati invece che a 12 anni truccarsi e vestirsi come le Veline.

      Quello che intendo dire è che sono profondamente convinto che già attuando una decrescita personale si possa vivere meglio, staccandosi dai falsi valori del denaro e della carriera... poi smettere completamente di lavorare è un passo che richiede tanta pianificazione e anni di lavoro e risparmio, e sicuramente molto difficile se si ha famiglia.

      Comunque ognuno ha i suoi tempi, magari tu smetterai di lavorare quando i tuoi figli saranno indipendenti. Sai che in Australia c'è un fenomeno per cui gli anziani, dopo che i figli sono andati via di casa, vendono la casa e si comperano un camper, e vivono gli ultimi anni girando il Mondo.

      Un camper è una casa piccola, ma sai che giardino? :)

      buona fortuna!

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  2. Questa donna deve essere caduta dal seggiolone quando era piccola, forse nel suo paese si vive anche così, e quando ci si ammala, ci sono le istituzioni che ci pensano, ma da noi si morirebbe di freddo e di fame dopo una settimana

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    1. Naturalmente è una scelta e un modo di vivere non privo di contraddizioni e che ha suscitato forti polemiche. In realtà lei percepisce la pensione, anche se la regala, quindi i contributi (per esempio) per la sanità li ha sempre versati.

      Credo che il suo sia un rifiuto generale dei soldi e del sistema consumistico, oltre che una scelta individualista che difficilmente può essere applicata a tutte le persone... ma questo pericolo non c'è, perché il sistema ci schiavizza così bene che il 90% di noi non troverà mai la forza e il coraggio di vivere come vive lei.

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    2. Ciao,
      inanzitutto complimenti per il Blog.Sono figlia di emigranti italiana, nata in Germania e vivo qui ormai da 40 anni.
      Devo dire anche la mia sul fatto che la Germania per tanti stranieri e sopratutto per tanti italiani sembra ancora "Wonderland". Ho visto un reportage su Heidemarie e la ammiro molto - perche anche lei ha capito che anche qui c'è la poverta. Si la poverta. Non e vero che qui c'è lavoro per tutti ci sono moltissime persone (anche laureati/ingegneri) che non trovano lavoro. Attualmente discutono come combattere la poverta dei pensionati tedeschi. E per quanto riguarda il commento di anonimo "..e quando ci si ammala, ci sono le istituzioni che ci pensano..." non è vero. Ogni cittadino in Germania e obbligato di avere una assicurazione c/o la cassa mutua. Se non lavori non ti puoi permetter di pagarla e cosa fai? Speri di non ammalarti mai. Senza la tessera nessun dottore di accetta - qui il sistema "Sud-Europeo" non funziona (soldi sotto il bancone). Considerate che un impiegato paga la media di 250€ al mese - viene detratto automaticamente dallo stipendio - la stessa quota viene versato anche dal datore di lavoro. E questo per una saniá scarsa. non è tutto oro che lucica.
      Infatti è stata molto criticata la signora Heidemarie per il suo "comportamento strano" - anzi nonostante che si sia impegnata anche tanto nei lavori di volontariato si è dovuta sempre giustificare. Io invece la trovo molto ammirevole - anche se devo dire che percependo la pensione di una maestra - le dará una sicurezza in piú!
      Sono contenta che aumenta la consapevolezza di concentrarsi piú sui valori in generale che sui soldi. Rispettando anche la natura, il cibo ecc. per il cibo un alternativa che e molto "en vogue" per chi non ha tanti soldi (Germania e penso anche in altri paesi)- visto che si sprecano tanto alimentari - é il containering o anche dumpster diving. Immergersi nei container dei supermercati che buttano via una marea di alimentari ancora buoni. Nonostante sia una cosa buona di "riciclare" degli alimentari ancora buoni - se vieni beccato dalla polizia tedesca - vieni arrestato. Questo è un reato. Visto che il container appartiene al supermercato - è come se avresti rubato la merce! Che paradosso! Preferiscono di buttare via merce in buona qualitá a posto di donarla per esempio alla Caritas o darlo via a metá prezzo o regalarlo.
      Il motivo? Sono direttive del commercio. Esempio la patata deve avere delle misure precise e cosi se le patate non corrispondono a queste norme vengono scartate.

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    3. La tua testimonianza è preziosa, si parla tanto di Germania come paradiso economico, dove tutto funziona ecc... ma come sempre le informazioni che abbiamo sono quelle che arrivano dalla TV, cioè viziate e pilotate al fine di mostrare l'immagine delle cose ca più fa comodo. Grazie!

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    4. X Anonimo 7 settembre: Forse la signora sarà anche caduta dal seggiolone, ma nel tuo caso i tuoi genitori erano troppo impegnati a lavorare per darti un'educazione civile tale da farti risaltare tra le bestie tue consimili. Inoltre da bravo italiota medio parli di cose che non conosci cosa ampiamente dimostrata dalla signora che ha postato qui sopra.

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  3. Ciao Francesco,
    ho letto diversi tuoi post di questo sito-blog in cui non credo "per caso", mi sono imbattuto nella mia perenne ricerca di contatti con altri "strani" come me, a cui vivere solo lavorando sembra un assurdo... :-)

    Avrei piacere di scambiare idee ed alcune conclusioni o impressioni e mi farebbe piacere poterlo fare anche con te che da tempo sei "al lavoro" sul fronte dela libertà....
    Come possiamo fare?
    Mettere qui un indirizzo email significa ritrovarselo "spammato" in poco tempo....
    Si può fare in qualche modo "indolore" ?

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    1. Credo che l'aspetto più duro di questo percorso sia proprio la difficoltà che si ha nel trovare persone come noi, con le quali si possono scambiare opinioni senza sentirsi diversi e "alieni". Ci vuole molta convinzione e molto coraggio per vivere fuori dal gregge, però sento che è la strada giusta da seguire!

      Mi fa piacere quando incontro, anche se solo virtualmente, persone come te che la pensano come me, mi sento un po meno solo e strano ;)

      In quanto alla tua richiesta, pensavo di farmi un account di posta solo per il blog, così tutta la roba che eventualmente arriva, non mi intasa la casella mail principale, anche se spero non arrivino troppe mail, perché ultimamente questo blog stra diventando stranamente popolare, e un po questa cosa mi fa paura :)

      dammi solo un paio di giorni.

      felici di averti con noi!

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    2. Fatto:
      greywolf.north@gmail.com

      ti aspetto :-)

      ale

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  4. Ciao Francesco,
    ho scoperto da poco il tuo blog, condivido il 100% delle tue idee sul modello di vita che ci è imposto dal sistema e sul lavoro. Stai tranquillo, non sei al solo "alieno" a pensarla così, il problema come tu ben sai è la paura della gente ad uscire fuori dalle righe, a fare discorsi che sembrano "da lavativo" al lavoro (tipo:perchè dobbiamo stare 8 ore in ufficio se a volte ne bastano 4??), oppure "perchè non possiamo impostare il telelavoro?", nel mio caso si potrebbe sfruttare il lavoro a casa, con delle scadenze ben precise, ed avere più tempo da passare con la famiglia, o fare sport, eliminando il traffico, stress e consumo di benzina.

    Mi è piaciuto molto anche il tuo articolo sullo smettere di bere caffe e sui tabaccai :)) (sono un ex-fumatore da 7 anni e bevo solo tè)

    Un saluto,

    Diego

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    1. Ciao Diego e grazie, lavorare da casa ho sempre pensato anch'io che sia un ottima soluzione, comunque alcune aziende lo attuano! A presto!

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  5. Mi permetto una voce fuori dal coro.

    La signora è senz'altro inattaccabile in quanto percepisce una pensione che regala.

    Dunque "ricompensa" la società per ciò che prende alla società e il suo si riduce tutt'al + un esperimento sociale un po' fine a se stesso di cui però non deve rendere conto a nessuno.

    Ovvero direi che fa tutto meno che vivere senza soldi in quanto alla fine paga per ciò che fa.

    Oltre però non andrei. Vivere senza soldi, nei termini in cui fa la signora ma senza rimettere la pensione (dunque senza pagare), è una posizione inaccettabile tanto quanto lo è quella di coloro che ad esempio si rifiutano di far vaccinare i figli (accampando posizioni ideologiche mai ben circostanziate).

    I loro figli non prendono il vaiolo solo perchè i figli di tutti gli altri si sono vaccinati mentre difficilmente sopravviverebbero in qualche bidonville africana.

    Analogamente la signora vive riscuotendo scarti e favori proprio dalla società dei consumi che disprezza mentre difficilmente potrebbe sopravvivere altrettanto bene altrove.

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  6. peccato.

    il video non e' piu' visibile.

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    1. grazie Roberto per la segnalazione, ho aggiornato il video, purtroppo quello a cui puntavo è stato tolto per questione di copyright, ora questo dovrebbe essere visibile!

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