Come Avere Successo, Senza Lavoro e Senza Soldi

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come avere successo veramente nella vita
senza lavoro e senza soldi

Si può definire “di successo” una vita senza lavoro e senza soldi? Oggi vorrei approfondire il concetto di successo, capire su quali canoni la vita moderna ha ridefinito il significato di questo termine, e cosa serve veramente per avere successo nella vita.

Da molti mesi ormai m’interrogo su quello che accadrà quando smetterò di lavorare, ultimamente il mio pensiero si sofferma spesso sulla necessità, che ognuno di noi ha, di realizzarsi nella propria vita, cioè di sentirsi realizzato, appagato e stimato dagli altri.


Mi chiedo: “Come avere successo senza lavorare?” Perché, se per gran parte delle persone distinguersi nel lavoro è sufficiente per vivere felici, chi sceglie di smettere di lavorare, abbandonando così prestigio e denaro, dove può trovare la medesima sensazione di appagamento?


Cosa significa avere successo


In psicologia il successo viene definito come participio passato del verbo “succedere”, ossia “far accadere le cose”, cioè riuscire a realizzare i nostri intenti. Una volta ottenuto quello che desideriamo, il successo finisce, e abbiamo bisogno di realizzare un altro desiderio per sentirci nuovamente felici e appagati.

Immaginate una star internazionale che lavora sodo per preparare un grande show, il suo successo si sviluppa attraverso i mesi di preparazione, per poi trovare massima espressione nello spettacolo stesso ma, a sipario abbassato, tutto sarà già finito. Non a caso sui giornali poi d scriverà: “E’ stato un grande successo”, riferendosi al passato.

Ignorando tutto questo, quasi tutti crediamo che avere successo dipenda dalle cose che abbiamo o da quelle che ci mancano: “Se fossi ricco…”, “Se avessi un fidanzato…”, “Se fossi un manager…”; tendiamo cioè a credere che le persone felici siano coloro che hanno le cose che noi desideriamo, ma non ci rendiamo conto che una volta ottenute, il successo è bello che finito.

Diamo cioè per scontato che chi “possiede” è felice, e che solo riuscendo a possedere anche noi le medesime cose, saremo felici. In realtà non ci rendiamo conto che ottenere le cose che desideriamo è solo il passo finale, il successo vero sta nel percorso che compiamo, al fine di ottenerle.

Successo lavorativo e successo personale


Trovo spesso, sui giornali e in rete, articoli che fanno una netta distinzione tra queste due tipologie di realizzazione, una separazione questa, che meriterebbe un approfondimento a parte, ma che è sufficiente a farci comprendere come le persone siano profondamente convinte che esista una vita lavorativa e una vita privata, cioè che sia a tutti gli effetti possibile sdoppiarsi, e vivere emotivamente in modo distaccato, il lavoro e il privato.

Da questa convinzione, assolutamente sbagliata, deriva l’infelicità di moltissime persone, impegnate quotidianamente a portare avanti la propria vita su due fronti che credono ben distinti, ma che in realtà sono due metà della stessa sfera e fanno parte del medesimo individuo.

L’uomo è uno, non bisogna dimenticarlo mai. 

Per questo motivo, se si è infelici nella vita e ci si butta sul lavoro per riempire il vuoto che sentiamo dentro, l’infelicità non sparirà e si finirà per vivere in un perenne stato di malcontento e depressione. Allo stesso modo, lavorare rincorrendo il successo, credendo che il prestigio, la fama e i soldi derivanti da una posizione lavorativa di rilievo, possano migliorare la nostra vita, è un inutile spreco di risorse ed energie.

Come non avere successo


Prima di definire quali siano i principi da seguire per capire come avere successo, andiamo a vedere come non ottenerlo, cioè quali sono i campanelli d’allarme che ci possono aiutare a capire se stiamo percorrendo la strada sbagliata.

In quell’enorme Yacht, ancorato a qualche centinaio di metri dalla spiaggia, c’è un ricco imprenditore che sembra spassarsela alla grande. Se possiedi così tanti soldi da poterti permettere una barca da mezzo milione di euro, di certo la vita è stata generosa con te, e non puoi che definirti una persona di successo.

Quest’uomo non sogna l’ebrezza di attraccare il suo enorme Yacht al molo di Portofino al costo giornaliero di 2300 euro; lo fa e basta. Non scende a terra e prova a contrattare il prezzo di un oggetto che gli interessa, con il venditore ambulante di turno; può comprarsi quello che vuole. Non gira due o tre ristorantini cercando di trovare quello a miglior prezzo; se solo volesse, si potrebbe comprare tutto il ristorante. Quest’uomo, questa notte, dormirà in una lussuosa cabina nel molo di uno dei porticcioli più incantevoli al Mondo, o, se ne avrà voglia, prenderà una suite da 7.000 euro a notte all'Hotel Splendido.

Quest’uomo può avere qualunque cosa desideri, ma non avrà mai la cosa più preziosa: un desiderio.

Si può definire quindi realizzata una persona che non ha bisogno di nulla, che non sta intraprendendo nessun percorso al fine di “far accadere le cose” che desidera?

Da questa storiella traiamo un insegnamento importante: Fattori come la notorietà, la fama, i soldi o il potere, non determinano il successo di un individuo, ma solo un’illusione di felicità, che appare ai nostri occhi come successo, ma che in realtà ha poco a che vedere con ciò che tutti realmente cerchiamo: La realizzazione personale. Inseguire e ricercare questi valori, è esattamente quello che non bisogna fare per avere successo nella vita.

Seguendo l’esempio del ricco imprenditore, con tanto lavoro e una buona dose di fortuna, potremmo ottenere tutto quello che vogliamo, ma le cose che un giorno avremo, non faranno di noi un felice uomo di successo.


Come avere successo nella vita


Il primo passo è smettere di usare il termine “avere successo” e sostituirlo con il termine “essere di successo”, cioè essere capaci di trarre soddisfazione e felicità da quello che si fa e non da quello che si ha, e per riuscire in questo intento bastano poche e semplici regole:


1. Lavorare tutta la vita, al fine di guadagnare una posizione di prestigio non ci renderà felici, non saremo mai soddisfatti del ruolo raggiunto, ci sarà sempre un nuovo ruolo cui aspiriamo o uno stipendio più alto da ottenere, e ad un certo punto saremo troppo vecchi per lavorare, l’azienda ci sostituirà con il nuovo arrivista di turno, e in un istante perderemo tutto quello per cui abbiamo vissuto. 

Guadagnarsi da vivere attraverso le nostre passioni, dimenticando la competizione e realizzandoci in quello che veramente ci piace fare, ci permette uno stato di felicità costante, che deriva da quello che facciamo ogni giorno, e non da quello che possiamo ottenere facendo qualcosa che non ci piace, ingoiando bocconi amari pur di preservarci la poltrona o ricoprire un ruolo di maggior prestigio.

2. Aspirare a fare tanti soldi e diventare ricchi, non farà di noi persone di successo, anche se un giorno potremmo comperarci qualunque cosa desideriamo, gli oggetti, anche i più costosi e ambiti, perderanno ben presto valore e diventeranno inutili cimeli. La nostra vita si risolverà in un continuo sperpero di denaro, al fine di ricercare una felicità effimera e poco duratura.

Distaccarsi dai soldi e vivere solo dell’indispensabile, donerà invece nuovo valore alle cose che possediamo, ogni oggetto da noi acquistato o costruito avrà una reale utilità e un valore vero, che non corrisponde solo al suo corrispettivo in denaro; una storia di desideri e di sforzi per ottenerlo, ed ogni volta che lo guarderemo o lo utilizzeremo, rivivremo le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare per guadagnarcelo.

3. Essere migliori degli altri è universalmente considerato sinonimo di successo, in realtà, le persone che si credono migliori degli altri, tendono ad avere atteggiamenti di superiorità nei confronti del prossimo, e si prendono la libertà di dare giudizi, elargire consigli o impartire lezioni di vita. Questo atteggiamento fa risultare le persone odiose più che di successo, per questo motivo cercare di essere migliori degli altri è una pretesa che non porta molto lontani. 

La condivisone invece è ciò che tutti andiamo cercando, cioè imparare attraverso lo scambio di opinioni ed informazioni, al fine di migliorarsi vicendevolmente e aumentare il proprio bagaglio culturale e intellettuale. Riuscire ad avere rapporti virtuosi e proficui con le persone che ci stanno accanto è forse la forma più pura di successo.

Concludendo


Chi non vorrebbe "essere una persona di successo?" Nonostante la società, soprattutto attraverso i media, abbia ormai definitivamente storpiato il senso di questa parola, associandolo principalmente a personaggi ricchi e famosi, se si vuole veramente capire come avere successo, occorre rendersi conto che la vera soddisfazione personale non ha nulla a che vedere con i traguardi effimeri e ingannevoli che oggi ci fanno credere essere l’unica meta. 

La domanda a cui tutti dovremmo trovare una risposta non è quindi “Come avere successo” ma “Cosa devo fare per essere felice, adesso”, e la risposta è veramente molto semplice: Smettere di credere che possedere cose che altri non hanno sia un metro di misura del proprio valore, e imparare a trarre soddisfazione dai gesti che quotidianamente compiamo per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, consci del fatto che una volta raggiunto il nostro scopo, il successo stesso svanirà, perché derivante dagli sforzi compiuti e non dalla meta stessa.

Solo in questo modo potremmo sentirci persone di successo, indipendentemente dal lavoro, dal denaro, dalla fama e dal giudizio degli altri.

smetteredilavorare.it

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Caro Francesco, mi piace molto come scrivi. Hai argomenti interessanti ed idee buone e sai come trasmetterle. Perche' non scrivi un libro? Ci hai mai pensato? Diventerebbe un best seller visto che in tanti la pensiamo proprio come te. Se lo fai hai gia' il primo cliente. Un saluto

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  2. Caro Francesco,
    innanzitutto grazie per le tue riflessioni e gli ottimi consigli pratici. Spero di riuscire a seguirne almeno uno.
    Beh..io ora mi trovo esattamente nel momento in cui ho capito che avere denaro mi conduce solo verso la tentazione di spenderlo.
    Dopo aver avuto diverse occasioni in cui ho avevo a disposizione somme anche rilevanti ( 100.000 euro sono stati per me una somma moooolto rilevante) li ho spesi male, acquistando cose, che al momento mi sembravano bellissime e facilmente raggiungibili...erano li'...mi piacevano...servivano a darmi il piacere di possederle per guardarle, toccarle, indossarle, REGALARLE...
    Con la mente annebbiata da questa subdola compulsione, ho speso anche centinaia di euro per calendari con foto di gatti, quaderni su cui non ho mai scritto, libri che non ho mai letto, gioielli anche di poco valore, ma che ho riposto e ammirato e pochissimo indossato.
    Era il piacere di averli comprati ...li'...subito nell'istante in cui li desideravo.
    Poi sono diventati, seguendo la legge del contrappasso, il mio incubo!
    E in un certo senso lo sono ancora.
    Perche' sono, anche se per poco, ancora schiava degli sporchi e perversi costumi di questa societa'.
    Ho sbagliato.
    Non ho ascoltato il mio cuore, la mia vera natura.
    Sin da piccola adoravo gli animali, la natura, la gente, fare regali per far felici gli altri, fosse pure una scatolina di carta, ma il sapere che quella persona sarebbe stata contenta di riceverla ( o almeno per me lo sarebbe stata...) mi riempiva di gioia.
    Ho sempre amato la condivisione e la donazione pura.
    Al punto da privare me stessa dell'indispensabile. A non riuscire a stabilire e rispettare un limite.
    Ed ora eccomi qua. Reduce con lividi e ferite aperte, da un tradimento, dal naufragio di un progetto che non era e non sarebbe mai diventato mio.
    Perche' io non sono nata per convincere qualcuno a comprare, non sono mai stata capace di trattare.
    Se c'e' una cosa che odio e' il desiderio delle persone di accumulare denaro e poi farne usi assurdi, come comprare per forza l'ultima versione di un Ipad...roba da pazzi!
    Fare a pugni o darsi una coltellata per l'ultimo biglietto di un concerto, per un parcheggio agognato, per l'auto che ti rende "te stesso", per rimpolparsi le labbra, per una scrivania piu' grande del tuo collega, per una casa con 17 stanze in cui vivere in 2.
    E vendersi anche la propria madre per arrivare alla meta.
    Cos'e' tutto questo? Follia!!!
    Se oggi mi dicessero: ti rimetto in mano 1 milione di euro, forse avrei qualche idea migliore su come spenderlo.
    Dando voce a quelle che sono state sempre le mie predisposizioni: aiuterei il prossimo costruendo ospedali e scuole, per bambini che stentano a sopravvivere, mi occuperei di animali maltrattati o cacciati per una stupida voglia di possederne un pezzo.
    E vivrei a contatto con una natura straordinariamente generosa e che si esprime nelle forme piu' belle di ogni altro gioiello, cartolina o macchina potente.
    Ecco.
    Ora sono a quel bivio, ma senza il milione di euro.
    E non in buone condizioni psichiche.
    Alla ricerca di una via per sopravvivere e poi di nuovo vivere, forse come non ho mai fatto prima d'ora.
    E' tutto da realizzare. E comincio dal lasciare un posto dove molti (ne ero convinta anch'io) sognerebbero di andare.
    Io ne fuggo. Chissa' se, quando e dove ritrovero' me stessa.
    Intanto prendo atto di doverlo fare.
    E resisto. Fino a domani. Nella mia solitudine...che...diciamocelo una volta per tutte:
    E' BELLA SOLO SE LA SI E' DESIDERATA!
    E io in questo momento non la desidero per niente...

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    Risposte
    1. Rita, sono un ragazzo di 20 anni, vorrei consolarti e dirti che anche io ho vissuto la tua situazione. Un un paio d' anni fa ottenni una grossa cifra e da lì inizio il mio più grande declino, fisico, morale e psicologico. Avevo ottenuto i soldi che tanto bramavo, che credevo mi avrebbero finalmente dato la felicità, ma dopo l' iniziale euforia tutto tornò come prima. Spesi quindi gran parte dei soldi per farmi grande agli occhi degli altri e per sentirmi apprezzato, ma anche in questo caso l' euforia durava poco. Per compensare il vuoto che avevo dentro iniziai a drogarmi e a bere regolarmente. Da lì caddi nel baratro e tutto diventò un incubo. A causa della droga sviluppai una sorta di paranoia e fobia sociale il tutto accompagnato da attacchi di panico e depressione. Gli amici che più avevo a cuore iniziarono pian piano ad allontanarsi fino a svanire. Nei 12 mesi a venire ho vissuto una serie di alti e bassi nei quali cercavo disperatamente di uscire da quell' incubo senza mai riuscirci completamente. Qualche mese fa ho finalmente trovato la forza di rimettermi in piedi definitivamente. Mi sono disintossicato ( da solo). Ho iniziato a seguire una dieta salutare, a fare sport a leggere e a studiare. Ho creato degli obiettivi e dei progetti che si basano su quello che amo fare, proprio come sostieni te. Fu un periodo molto deprimente pieno di strani pensieri, ma finalmente posso dire di esserne uscito. Ne sono uscito con lividi e cicatrici ma più forte di prima e forte dei grandi errori che ho commesso adesso so come va affrontata la vita, ho re-imparato ad essere sereno.Incito anche te a resistere e non mollare perchè se tu ci metti anima e corpo giorno dopo giorno prima di accorgertene i problemi fisici, emotivi o psichici che siano svaniranno nel nulla come fantasmi. E ricorda, solo chi nella vita commette grandi errori avrà la possibilità di diventare una grande persona.
      Ps: ti consiglio la lettura del libro: ''Il potere di adesso'', che mi ha aiutato enormemente a superare molti dolori e rancori.

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