Saldi Estivi 2012? No grazie! Come Risparmiare Veramente

Iniziano i saldi estivi 2012, tutti a spendere
meno soldi, per cose che non ci servono
I saldi estivi 2012 inizieranno ufficialmente Sabato 7 luglio, e dureranno dai 45 ai 90 giorni, stando alle recenti stime dell’O.N.F e ai dati raccolti in quelle città che hanno anticipato di qualche giorno l’inizio della folle corsa allo spreco, sembra che quest’anno si registrerà un caldo delle vendite dell’8%, che si va a sommare alla contrazione già registrata nel 2011, di circa il 9%. 

Le famiglie però non stanno rinunciando ai saldi perché sempre più coscienti dell’assurdità di questo rito, ma solo perché il loro potere d'acquisto è sceso drasticamente. Andiamo allora a vedere perché i saldi sono un inutile perdita di tempo e denaro, e qual è il vero modo di risparmiare soldi sull’abbigliamento.


PERCHÉ ADESSO LO PAGO MENO?


La domanda è semplice, ma pare che nessuno se ne preoccupi: Perché per 90 giorni (tre mesi!) posso pagare la roba anche il 70% in meno di prima? Cos’è successo di tanto straordinario da poter permettere ad un negozio di guadagnare, vendendomi a 30 euro quello che prima pagavo 100? Inoltre, se andiamo a sommare la durata totale dei saldi (cioè quelli estivi e quelli invernali), che quest’anno ha coperto/coprirà il periodo dal 5 gennaio al 31 marzo e dal 7 luglio al 30 settembre, ci si rende conto che gli sconti straordinari di “fine stagione” durano ben 6 mesi l’anno!

Questo vuol dire che un negozio per metà anno mi propone capi d'abbigliamento ad un prezzo, e per la restante metà me lo dimezza senza batter ciglio, anzi probabilmente sotto le feste pompano ulteriormente i prezzi visto che tutti “devono” comperare qualcosa. I casi quindi sono due, o il valore reale degli oggetti è quello in svendita, oppure un esercizio, durante i saldi, va in perdita. Siccome i commercianti non sono certo degli sprovveduti, direi proprio che la conclusione più logica è che il reale valore di un capo d'abbigliamento è ben lontano dal prezzo al quale solitamente lo paghiamo.


TUTTI A SPENDERE, C’È LA MAGIA DEI SALDI


I saldi hanno un unico scopo: attirarci nei negozi. Apparentemente comperare in questi periodi sembra conveniente, in realtà dietro al miraggio della convenienza vi è un meccanismo psicologico ben preciso: Il consumatore si deve sentire furbo e responsabile nello spendere soldi, durante i saldi ognuno di noi ha la percezione di essere nel giusto, di sfruttare il momento migliore per investire bene il denaro e comperare il vestiario. Questo stato di confort, misto all’atmosfera persuasiva di ambienti accoglienti, musiche intriganti e un pizzico di avventura dato dalla ricerca dell’affare, ci fa perdere di vista il concetto vero di risparmio, cioè acquistare solo quello che veramente serve.

Durante i saldi (sei mesi l’anno) comperiamo mediamente molto di più, tanto che alla loro conclusione escono addirittura statistiche per stabilire quanto il periodo sia stato fiorente e quanto in percentuale la gente ha speso in più (in più, badate bene) rispetto ai mesi precedenti. L’Ascom, a partire dal 2011, ha chiesto ai commercianti di ogni regione di stilare un questionario di fine saldi, per monitorare l’andamento delle vendite: tanto è ovvio l’incremento di vendite durante i saldi e tanto è preoccupante la contrazione che si sta verificando, che nel questionario troviamo un’apposita voce:

essere felici e vivere senza soldi


Siccome durante i saldi ci sembra di risparmiare, compriamo anche cose inutili, sia perché abbiamo in testa l’assurda idea che se acquistassimo quel capo d’abbigliamento tra qualche giorno lo pagheremmo di più, sia perchè l’acquisto stimola l’acquisto. Di fatto quindi non facciamo altro che vivere in una costante situazione di raggiro, dove per sei mesi ci propinano prezzi assurdi, e per gli altri sei ci ri-chiamano a spendere perché così possiamo comperare le stesse cose a meno.


COME RISPARMIARE PUNTANDO SULLA QUALITÀ


La qualità del vestito è estremamente importante, solitamente non badiamo mai alla “composizione” del tessuto con cui il capo è confezionato, ma è un aspetto fondamentale. Non importa se parliamo di capi di marca o meno, di oggetti che ci stanno bene addosso o no, acquistare un qualcosa di qualitativamente ben fatto è di primaria importanza al fine di risparmiare denaro.

Un tessuto è composto da diverse percentuali di fibre naturali (vegetali ed animali) e fibre chimiche, ovvero prodotte dall'uomo (artificiali e sintetiche); mentre le fibre naturali sono quasi sempre di qualità, quelle chimiche possono abbassare o alzare la qualità di un tessuto, a seconda che siano artificiali o sintetiche.

  • Le fibre artificiali: sono poco resistenti, tendono a scolorire, si stropicciano facilmente e si possono restringere o allentare.
  • Le fibre sintetiche: sono flessibili, leggere e molto resistenti, non assorbono l'umidità e sono in grado di trattenere il calore del corpo. Non si restringono, non si stropicciano e mantengono la pieghettatura a macchina, evitando la stiratura. Si tingono bene.


E’ quindi evidente che per stabilire la qualità di un tessuto è sufficiente leggere sull’etichetta la percentuale di materiale, naturale, artificiale e sintetico con cui è fatto; se la percentuale di tessuti artificiali è troppo elevata, il capo di abbigliamento sarà poco resiste, pertanto durerà meno e dovrà essere sostituito più spesso, portandoci a spendere molto più denaro del necessario.

Nel seguente schema riporto quelli che sono i tessuti più comunemente utilizzati per i capi d'abbigliamento e a quale famiglia appartengono.

saldi, meno soldi per ogni italiano


Non importa quindi che si scelga di comperare in negozio o al mercato popolare, quello che conta per risparmiare denaro veramente è saper valutare la qualità di quello che si sta acquistando.


ACQUISTARE ONLINE PER FARE VERI AFFARI


Acquistare online permette di risparmiare una notevole quantità di denaro, personalmente ho comperato diversi capi d'abbigliamento da siti web che svendono praticamente qualsiasi tipologia di marca, a prezzi altamente concorrenziali. Saldiprivati e Privalia sono i due portali dai quali mi sono rifornito numerose volte; è sufficiente effettuare la registrazione e da subito si può accedere a sconti davvero interessanti.

Non bisogna farsi ingannare dal fatto che questi portali vendono note marche molto costose, le offerte sono veramente vantaggiose, tanto che si possono acquistare capi d'abbigliamento di altissima qualità, allo stesso prezzo di porcherie fatte con stoffe artificiali, che durerebbero un decimo del tempo.

L’aspetto più comodo di questi siti è che ogni volta che vengono proposte nuove offerte, ci viene spedita una mail di notifica, grazie alla quale potremmo andare a controllare se ci sono articolo che possono interessarci e farci risparmiare

Ci sono due aspetti che vanno tenuti ben presente quando si compera online: Il primo è che il bacino di utenza è molto ampio, quindi le offerte vanno prese al volo, il secondo è che alle volte ci vogliono parecchie settimane prima che il pacco ci venga recapitato a casa.

Le spese di spedizione sono un terzo fattore, tipicamente sono abbastanza elevate, ma se si supera una certa somma di denaro, queste vengono incluse nel prezzo dei vestiti; la strategia corretta da adottare è quindi quella di rifornirsi presso questi siti una, massimo due volte l’anno, acquistando per tutta la famiglia solo il necessario.


ADDIO SALDI


Evitare di ammassarsi come caproni fuori dai negozi, aspettando che la povera commessa apra il recinto per permetterci di pascolare in modo confusionale, strappandoci l’un l’altro l’erba di bocca, è la strada giusta da intraprendere al fine di evitare l’illusione dei saldi, risparmiare soldi e vivere felici senza stress.

Scegliendo poi capi d'abbigliamento di qualità, magari appoggiandosi a siti web affidabili e collaudati, si può recarsi meno frequentemente nei negozi, risparmiare e non rinunciare a vestirsi in modo adeguato alle esigenze.

Poco importa se in questo modo contribuiremo ad abbassare ancora le statistiche di vendita nei periodi di saldi, al primo posto va messa la nostra vita e il rispetto che il mercato deve avere nei nostri confronti. Non possiamo lasciare che il sistema ci aggiri facendoci credere che, grazie ad un pizzico di magia, quello che prima pagavamo 10 ora costa 3… è un insulto alla nostra intelligenza, come consumatori, ma soprattutto come persone.

Tra qualche giorno avrà inizio il grande carosello dei telegiornali, che ciclicamente propongono servizi dedicati agli sconti, fornendo ridicoli consigli (uguali tutti gli anni) su come non prendere fregature ai saldi e risparmiare veramente… ignorando però che la fregatura è insita nel meccanismo stesso.

7 commenti:

  1. Solitamente concordo con quello che scrivi, questo articolo però mi pare piuttosto approssimativo e legato a vecchie leggende metropolitane e luoghi comuni. Produco abbigliamento da oltre 10 anni e so come funziona. Solitamente il negozio moltiplica per tre il prezzo che gli fa il fornitore e in più aggiunge l'iva. Un capo che gli costa 5 euro, al pubblico va quindi sui 18. Il negoziante non è un' usuraio, gli ipotetici 5 euro che paga al fornitore sono un prezzo esiguo rispetto a quello finale ma dovuto alla mole di merce comprata, poi nel ricarico ci sono le spese di gestione, affitto del negozio (spesso esorbitante), dipendenti vari, commercialista, bollette, tasse tasse tasse, e il suo guadagno. Con gli sconti e i saldi i negozianti corrono ai ripari e riescono ad ammortizzare il passivo della merce che gli rimane sulle costole, che di sti tempi è sempre maggiore. Infatti gli sconti arrivano ad un max del 70% e prendendo in considerazione l'esempio di prima 18-70%= 5,5 ovvero il costo del capo al negoziante. Pensare che i saldi siano una presa in giro della lobby dei commercianti strozzini è pura eresia, tantè che il settore sta andando a ramengo in tutto lo stivale da anni e non si contano i negozi che chiudono. Nei saldi non si fanno gli affari? Citerò diverse catene per non sembrare di parte: ma se tu vai in un negozio terranova, calliope, ovs, sisley che tralaltro sono catene molto economiche tutto l'anno puoi comprarti un bermuda in cotone a 10euro o una t-shirt con serigrafia al prezzo di un pacchetto di sigarette. Come dicevo a inizio post sono un piccolo produttore e posso dirvi in tutta franchezza che un bermuda in cotonoe a me costa 3/4 euro di tessuto al metro, 2 euro al taglio, 6/7 euro la confezione, 2/3 lo stiro. Praticamente se mi serve e me lo vado comprare in saldo ci risparmio in soldi e in rotture. Le grandi catene abbattono i costi comprando km di tessutio e quindi spuntando prezzi ridicoli e confezionando in paesi del 3 mondo, in questi modo riescono a mettere sul mercato un prodotto a prezzi osceni (specialmente nei saldi) e di una qualità non disprezzabile. Se dovete risparmiare andate nei saldi in una grande catena di distribuzione come quelle che ho citato, fidatevi.

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    1. Ciao, il tuo contributo è prezioso e ti ringrazio molto per aver precisato alcune cose che ho scritto, l'importante per me è fare informazione corretta, se scrivo castronate sono contento che ci sia qualcuno che mi spieghi dove ho sbagliato, con garbo e intelligenza come hai fatto tu. Mi aiuta a migliorarmi nel mio percorso di risparmio e a scegliere al meglio. Grazie.

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    2. Cito la tua frase;
      "Poco importa se in questo modo contribuiremo ad abbassare ancora le statistiche di vendita nei periodi di saldi, al primo posto va messa la nostra vita e il rispetto che il mercato deve avere nei nostri confronti. Non possiamo lasciare che il sistema ci aggiri facendoci credere che, grazie ad un pizzico di magia, quello che prima pagavamo 10 ora costa 3… è un insulto alla nostra intelligenza, come consumatori, ma soprattutto come persone"

      Dicendo questo non ti rendi neppure conto che fai parte del sistema così tanto che neppure te ne accorgi. Ti sei uniformato al sistema e come i tg da te citati, hai dato una notizia senza novità "uguale tutti gli anni"
      Continua a contribuire all'arricchimento di pochi (peraltro sfruttatori). Bravo.
      Saluti

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  2. Il commerciante spesso non può decidere il prezzo di listino, quando si vanno a fare gli ordini per la stagione a venire (parlo del settore abbigliamento)se il fornitore non è generico ha un prezzo alla vendita valido per tutta Italia che non può essere cambiato, puoi solo decidere di quanto scontare nel momento in cui fai i saldi o vendite promozionali. Nel mio caso posso dirti che i margini sono sull'ordine del 50%, con cui dovrai poi sostenere le varie spese che ha indicato l'anonimo sopra. Il risultato che in un momento come questo, non solo fai fatica a sbarcare il lunario ma devi stare molto attento a non andare in perdita. Per la questione dei saldi non posso che darti ragione, sono stati allungati nel corso degli anni ma non hanno portato nessun beneficio, oltretutto si facevano a fine stagione e non all'inizio come è invece in uso ora. Le grandi catene e gli outlet stanno facendo una concorrenza spietata e spesso sleale alle piccole attività e in generale le liberalizzazioni degli orari di apertura e le domeniche aperti non hanno fatto altro che dividere ulteriormente i proprietari e commessi dalle loro famiglie. Il luogo comune dello scontrino non fatto, dei commercianti tutti ricchi eccetera è duro da scalfire nella testa dell'esercito di dipendenti, chissà che questa crisi che negli ultimi tre anni ha fatto chiudere più di 450.000 attività faccia comprendere meglio a tutti cosa significa(va) gestire un'attività commerciale con le spese che ci sono in Italia.

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  3. Ho scoperto oggi il tuo blog e condivido tutto. E' da qualche anno che rifletto sulle stesse cose e consumo molto poco, allo stesso tempo vivendo benissimo perchè le cose che mi rendono felice sono tutte gratis (l'amore, la natura, passioni creative...) come dici tu in un altro post.
    Commento questo post in particolare perchè vorrei segnalare un altro modo per risparmiare sui vestiti - quello che uso io ormai da un po': comprarli nei mercatini dell'antiquariato e usato. Di solito non spendo più di 5 euro a capo, e parlo anche di cappotti! Ovviamente bisogna scegliere bene, guardando appunto la qualità e le condizioni in cui è tenuto. Magari a qualcuno farà impressione l'usato ma per me non è un problema, ero abituata fin da piccola a portare capi dismessi da altri familiari :) Volendo con questi prezzi uno potrebbe togliersi un sacco di sfizi, ma per risparmiare io mi limito anche così all'indispensabile (beh... quasi!) e comunque non butto via niente, il mio armadio è pieno di vestiti per tutte le occasioni spendendo quasi niente all'anno.
    Ti metto tra i miei "preferiti" e aspetto con curiosità partecipe il bilancio finale del 2012 :)

    Chiara

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    1. Ciao Chiara, sei certamente una risparmiatrice estrema, poi se sei anche amante del vintage, allora con l'usato di ci vai a braccetto :). Ottimi spunto per un post, ci farò un articolo sui vestiti usati, quando avrò raccolto un po di materiale! Complimenti per la tua mentalità e buona decrescita!!!

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    2. Volevo aggregarmi al post di Chiara aggiungendo che oltre ai mercati dell'usato, esistono le bancarelle dell'usato in alcune città italiane all'interno dei mercati settimanali. In quelle bancarelle si possono acquistare vestiti per massimo 5€. Ho comprato delle Lacoste originali a 4€. I reggiseni costano in genere 50 centesimi (una spesa molto costosa per la donna, perché al nuovo i prezzi partono dai 20€ in su), le maglie a 2-3€ massimo, cappotti da 200€ al nuovo a 10€ tenuti ancora molto bene...

      In genere non sono luoghi frequentati dagli italiani (si trovano molte donne dell'est, arabe e africane), d'altronde la cultura italiana è troppo modaiola e schizzinosa sull'usato, ma questo si rivela un prezioso vantaggio per chi invece non ha nessuna remora.
      Una volta tornati a casa, è sufficiente lavare i capi in lavatrice dai 30 grado in su aggiungendo un disinfettante per bucato.

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