Vacanze 2012, Polillo ci Vuole Togliere una Settimana

Gli italiani non hanno i soldi per andare in vacanza, Polillo, spendere soldi
Invece di pensare a Come Risparmiare
Polillo ci vuole più produttivi e con meno ferie
Quel simpatico mattacchione del sottosegretario all'Economia e delle Finanze, Gianfranco Polillo, in carica con il Governo Monti dal 2011, un paio di giorni fa se n’è uscito con un’idea geniale: "Se noi rinunciassimo ad una settimana di vacanza, avremmo un impatto sul PIL immediato di circa un punto". Vi prego ora, di staccare la mano destra dal mouse e portarla ad impattare con la sinistra in un plauso scrosciante di entusiasmo e giubilo, galvanizzati da questa brillante intuizione. 


Tralasciando che il PIL ormai è un concetto vecchio che non si sposa con il benessere delle persone (Se il PIL Scende è Meglio per Tuttiqualcuno su Twitter gli ha fatto notare che abbiamo già poche ferie, al che il nostro amico ha risposto così:

Vacanze 2012, Polillo-una-settimana-in-meno

Ma dove vive questo? Chi di voi fa tre mesi pieni di ferie all'anno alzi la mano.

In ogni caso vorrei ritagliarmi anch'io qualche riga per fare un paio di proposte sulla falsa riga di quella divulgata da Polillo: “Cambiamo i contratti di tutti i lavoratori italiani, obbligandoli a lavorare 10 ore al giorno anziché 8” o “Eliminiamo direttamente le ferie retribuite, chi va in vacanza e non produce, è giusto che non guadagni” o ancora “Chiediamo ai 500 mila lavoratori in cassa integrazione di rinunciare ad una settimana di indennità?” Beh cosa ne pensate?


FAR RIPARTIRE L’ECONOMIA, PASSANDO SUI NOSTRI CADAVERI


Secondo recenti stime sembra che il 31% degli italiani sarà costretto a rinunciare alle vacanze estive, causa mancanza di denaro, tradotto vuol dire che nel poco tempo libero che ci rimane, non abbiamo nemmeno i soldi per concederci la giusta dose di svago e relax. Ci volete morti dico io? Ah no, morti non gli andrebbe bene, meglio se riescono a trasformarci in automi, che  si dividono tra la schiavitù del lavoro e la prigione dei miniappartamenti, tutti a produrre, a fare debiti per comprarci cose che non ci possiamo permettere, e ovviamente con meno ferie possibile.

Facile risolvere i problemi in questo modo, chiedendo a chi già si spezza quotidianamente la schiena di lavorare ancora di più e chiudere un occhio sul perché, nonostante nella vita non abbia fatto altro che produrre, ora non si può più nemmeno permettere di andare in vacanza una settimana l’anno. Bel modo di aiutarci, alzare le tasse e chiedere più sacrifici. A tal proposito citerei un’affermazione di Maffeo Pantaleoni, economista e politologo italiano, che in tempi non sospetti disse “Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. L’abilità consiste nel ridurre le spese, dando nondimeno servizi efficienti, corrispondenti all’importo delle tasse; fissare le tasse in modo che non ostacolino la produzione e il commercio o per lo meno che lo danneggino il meno possibile”. Ci si può dissociare sull’uso della volgarità, ma come dargli torto sul concetto? Lui ci aveva visto chiaro già un centinaio di anni fa.


POLILLO C'ERA QUASI ARRIVATO


E pensare che c'era quasi arrivato, alla soluzione reale del problema dico, ci era andato vicino quanto ha dichiarato: "Stiamo vivendo sopra le nostre possibilità: per sostenere i nostri consumi interni abbiamo bisogno di prestiti esteri che sono stati pari a 50 miliardi di euro l'anno", ha poi detto "Questo gap lo possiamo chiudere  in due modi, riducendo ulteriormente la domanda interna, inaccettabile per il Paese, oppure aumentando il potenziale produttivo". E’ lì che per un attimo ho visto la luce, sulla frase: “riducendo ulteriormente la domanda interna”, peccato che l’aver definito questa possibilità come “inaccettabile per il Paese”, ha immediatamente vanificato ogni mia speranza.

Su una cosa però il sottosegretario Gianfranco Polillo ha ragione, stiamo effettivamente vivendo sopra le nostre possibilità, e di questo ne siamo pienamente responsabili. Il sistema ha fallito, su questo c’è poco da discutere, avevano promesso che ci sarebbe stato lavoro per tutti, ci hanno fondato pure la Repubblica sul concetto di lavoro, però non è andata a finire bene. Oggi il tasso di disoccupazione  è del 10,9%, in crescita di 2,3 punti percentuali su base annua, quello delle giovani donne del mezzogiorno è addirittura del 51,8%, eppure si mangia al ristorante e si comprano vestiti alla moda… questo è vivere sopra le nostre possibilità, e noi non siamo capaci di farne a meno, nemmeno in tempi crisi. 

E LO CHIAMANO TECNICO


Un tecnico è l’elettricista che è venuto ieri sera a casa mia perché quando accendo le luci del giardino mi salta la corrente in casa, un tecnico viene, ti risolve il problema e ti fa pagare l’intervento. I tecnici del Governo fanno la stessa e identica cosa, vengono, dicono di risolvere i problemi e poi ci fanno pagare il conto.

Per risolvere il problema dell’economia che affonda, il conto da pagare è quello di lavorare di più (almeno secondo loro), ma c’è una piccola differenza tra l’elettricista e il politico: l’elettricista che è venuto a casa mia, lo ho chiamato perché è stato lui a farmi l’impianto elettrico in casa, il problema delle cadute di tensione erano dovute ad un errore che lui aveva commesso quando ha progettato l’impianto, quindi non ho pagato l’intervento. Il Politico invece, quando fa l’intervento, pretende da noi il pagamento, anche se il problema è stato lui a causarlo, con la sua inefficienza, anni di sprechi, investimenti sbagliati e folli politiche volte ad una crescita utopisticamente infinita.

Senza contare che l’elettricista, se fallisce nell’aggiustarmi l’impianto, col piffero che lo pago, il politico invece?


NON CONTA QUANTE ORE SI LAVORA MA COME!


Riporto un grafico (dati OECD) che illustra le ore annue lavorate da ogni persona nel 2011; per semplicità ho esportato solo le più significative, ma basta confrontare i dati tra Italia e Germania, per rendersi conto che non è certamente quanto si lavora, il fattore principale per creare ricchezza.

Lavorare poco per essere felici, i soldi non servono sig. Polillo


Ho evidenziato in rosso il raffronto che dimostra come in Germania mediamente si lavori 1.411 ore l’anno, contro le 1.774 di ogni italiano; stiamo parlando di quella Germania che ha appena annunciato che nel 2013 registrerà un deficit di bilancio in calo, e che raggiungerà il pareggio di bilancio nel 2016, con tre anni di anticipo rispetto al previsto. In soldoni pareggiare il bilancio, per chi non lo sapesse, significa che le spese e le entrate di uno Stato sono sostanzialmente uguali, un traguardo molto significativo in tempo di crisi.

Allora, se la Germania lavora meno dell’Italia ma è più ricca, siamo proprio sicuri che lavorare di più serva a rilanciare l’economia e permettere alle persone di vivere felici? Non è forse questa la dimostrazione che in Italia sono gli sprechi a fare da padrone e che dobbiamo concentrarci sul ridurre i consumi, al fine di permettere lo sviluppo dell'essenziale e la morte del superfluo? Come possiamo sperare che questo Governo ci porti in salvo quando chi governa la nave non ha idea di quale sia la rotta giusta da seguire?

smetteredilavorare.it

2 commenti:

  1. Ciao, oggi ho scoperto il tuo blog e ti faccio i complimenti, me lo sono letto d'un fiato!
    Anche io sto attuando pian piano una decrescita e tendo al risparmio: abito nell'alienante, puzzolente e rumorosa Milano e questa città mi ha spinto negli anni a circondarmi di un sacco di oggetti inutili e a crearmi abitudini che non mi appartengono per farmi sopportare di più il fatto di viverci.
    Sto iniziando a risparmiare anche io perchè vorrei scappare da qui anche se ho un contratto a tempo indeterminato, un buon stipendio e una casa ma proprio grazie a questi mi sono resa conto che posso mettere da parte molto e magari un giorno esaudire il mio desiderio:)
    Comunque complimenti ancora, con una famiglia è ancora più difficile ma non impossibile e stai fornendo degli ottimi suggerimenti! :)
    Sveva

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    1. Ciao, scusa ti rispondo con un po di ritardo :) Mi fa piacere che il blog ti sia di ispirazione, sto cercando anch'io la mia strada e i post sono i ragionamenti che faccio, sopratutto per me stesso, informandomi e autoconvincendomi che ce la posso fare! Il tuo supporto mi aiuta sicuramente ad andare avanti, sapere che ci sono persone che la pensano come me, anche se poche mosche bianche credo... mi aiuta non poco! Ti auguro di riuscire ad essere felice e di trovare la tua strada verso la libertà!

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