Guida Pratica al Taglio, Trasporto e Conservazione della Legna (prima parte)

come tagliare la legna nel bosco, guida pratica
Guida pratica al taglio della legna nel bosco
Era da tanto che volevo scrivere una nuova mini-guida utile al risparmio; dopo aver mostrato Come si Esegue la Pacciamatura dell’Orto, riportando le foto del lavoro che ho fatto sul mio piccolo appezzamento di terreno, oggi vorrei spiegare come si fa a tagliare la legna nel bosco, quali accorgimenti si devono prendere in fase di trasporto e la tecnica più semplice per l’accatastamento e la conservazione.


Prima di iniziare la guida vera e propria urgono un paio di premesse:

Nell’epoca in cui su internet spopolano video di make-up e siti che permettono di acquistare oggettistica inutile a prezzi scontati, il sottoscritto fa un guida su come si taglia la legna; sono forse impazzito? Liberi di pensarlo, ma personalmente non mi sono mai sentito tanto lucido e presente. 

Amo pensare che laggiù, dall’altra parte del cavo di rete che mi collega al muro, ci siano persone che la pensano esattamente come me, persone che magari stanno meditando di cambiare vita e di vivere con pochi soldi. Questa guida, tutte le guide basilari di questo blog, per quanto possano sembrare ridicole in un periodo storico dove l’apparenza regna sovrana, sono dedicate a queste persone; spero che vi possano essere d’aiuto e di supporto nel vostro percorso di allontanamento dal consumismo e dalla superficialità della vita moderna.

La seconda premessa invece serve per mettere in guardia i meno esperti sul grado di pericolosità delle operazioni che andrò ad esporre; tagliare un albero e maneggiare la motosega è estremamente pericoloso e consiglio vivamente, prima di avventurarsi nel meraviglioso universo dei boscaioli, un periodo di “tirocinio” a fianco di tagliatori più esperti.


DOVE SI PUÒ TAGLIARE LA LEGNA?


Sono numerosi i comuni italiani in cui, grazie alla Legge dello Stato 16/6/1927, n. 1766 ed al relativo Regolamento di attuazione 26/2/1928, n. 332, vigono diritti di usi civici spettanti alla collettività, grazie ai quali i cittadini possono trarre utilità dalla terra, dai boschi e dalle acque. Gli usi civici derivano da antichi diritti feudali, caratterizzati dall'utilizzo che si può fare di particolari aree, e si inquadrano nell'ottica tipica di un'economia di sussistenza. 

Grazie all’antico “legnatico” ancora oggi ogni cittadino che lo richieda, residente da un certo numero di anni (tipicamente 3), ha diritto ad una “parte di legna” nel proprio Comune, cioè una porzione di bosco dove può  tagliare un certo quantitativo di alberi, allo scopo di produrre legname da ardere. Solitamente è necessario fare richiesta recandosi presso gli uffici pubblici del proprio Comune, pagare un piccola tassa che va dai 10 ai 20 euro, e attendere che le porzioni di bosco vengano definite e assegnate ai richiedenti.

Il Comune ha quindi l’obbligo di esporre pubblicamente i nominativi dei richiedenti, indicando la porzione di legna che spetta a ciascun cittadino; ad ogni porzione viene assegnato un numero, utile per individuarne la locazione su una mappa prodotta dai funzionari comunali e consultabile presso gli stessi uffici dove si ha depositato la richiesta.


QUANDO TAGLIARE LE PIANTE


La mia formazione scientifica mi impone di ignorare le dicerie relative al taglio degli alberi secondo particolari fasi lunari, capisco che sia affascinante pensare che la luna possa influenzare la stagionatura del legno e altre cose più o meno bizzarre, ma non è così. Solitamente il Comune decide un periodo nell’arco del quale la propria porzione di legna deve essere tagliata e rimossa dal bosco, tipicamente quello tra l’autunno e la primavera, ma qual è il momento più conveniente per recarsi nel bosco? In autunno si ha lo svantaggio di poter incorrere in giornate anche molto fredde, è vero che lavorando ci si scalda, ma il taglio della legna richiede intere giornate, e recarsi nei boschi umidi molto presto al mattino, non è sempre piacevole. 

Vivere felici riscaldandosi con la legna

Il vantaggio di tagliare in autunno consiste principalmente nell’assenza di foglie sui rami, questo permette di maneggiare più facilmente i tronchi e di evitare che gli alberi si intreccino tra di loro, soprattutto in fase di caduta. 

Anche tagliare all'inizio della primavera può essere una scelta vincente, le foglie non si sono ancora riformate, ma si potrebbe incorrere in giornate anche molto calde, nelle quali potrebbe essere faticoso lavorare. In definitiva quindi una buona regola da seguire è quella di evitare il taglio degli alberi nei primo autunno e alla fine della primavera. 





QUALI PIANTE TAGLIARE 


Da una “parte di legna” mediamente si ricavano dai trenta ai quaranta quintali di legname, che sono appena sufficienti ad una famiglia per riscaldarsi e cucinare, durante l’intero periodo invernale. La prima operazione da fare è individuare e delimitare la zona adibita al taglio; solitamente la guardia forestale appone il numero assegnato alla porzione di bosco (tipicamente con uno spray colorato), sui quattro alberi che ne delimitano il perimetro, le linee immaginarie che collegano questi quattro punti, disegnano il perimetro all’interno del quale possiamo tagliare gli alberi.

Un consiglio: Qualche giorno prima di iniziare il taglio del legname è consigliato visitare il luogo e legare dei sacchetti di plastica colorati ai quattro alberi che delimitano la nostra porzione di bosco; la boscaglia è spesso fitta e in questo modo sarà più facile individuare i confini ed evitare di tagliare erroneamente gli alberi delle parti di legna confinanti con la nostra.

Nell’area assegnataci non tutte piante possono essere tagliate: il guardia boschi infatti ha il dovere di segnare in qualche modo gli alberi che non devo essere tagliati, di solito sui tronchi viene spruzzato dello spray colorato, in altri casi invece viene leggermente rimossa la corteccia e/o piegato qualche ramo. Tale selezione ha lo scopo di preservare l’integrità del bosco e permetterne lo sviluppo, dopo il taglio, dell’intera porzione. E' facile capire che radere completamente al suolo una porzione di foresta, può comprometterne per sempre l’ecosistema.

Altre tipologie di alberi non possono essere tagliate a prescindere, per esempio nella mia regione è vietato il taglio dei pini, a meno che questi non siano palesemente morenti. Proprio per l’origine regionale dei diritti civici,  non esistono delle metodologie e delle regole condivise a livello nazionale, ogni corpo forestale adotta una simbologia e un regolamento proprio, per questo motivo è importante informarsi bene presso gli uffici del proprio Comune, al fine di non commettere errori di valutazione e ritrovarsi multati. 

QUALI STRUMENTI SERVONO


Una porzione di legna comprende piante di ogni tipologia e dimensione, fortunatamente si tende ad assegnare porzioni di bosco che comprendono solo alberi di piccole e medie dimensioni, il cui taglio non risulta mai eccessivamente complicato. Gli minimi necessari al disboscamento sono: 

  • Motosega
  • Roncola

La Motosega serve naturalmente per l'abbattimento vero e proprio, ma anche per la sramatura dei rami più grossi; la motosega necessita, per funzionare, di una miscela di olio e benzina. E' essenziale  portare con se un certo quantitativo di questi elementi perché durante la giornata saranno necessari numerosi rifornimenti. Importantissimo è mantenere efficiente lo strumento, in particolare l'affilatura e la tensione della catena ricoprono un ruolo essenziale. Accertatevi sempre che la catena sia tesa correttamente, una catena allentata può causare lesioni personali e danni alla motosega; una tensione eccessiva invece può provocare l’usura prematura dello strumento. Se è tesa correttamente, la catena non deve penzolare, deve essere perfettamente a contatto con il lato inferiore del blocco di acciaio sulla quale scorre (barra guida) e si deve poter facilmente far scorrere con una mano.

La Roncola è una specie di falce che ha lo scopo di rimuovere dai rami, i rami ancora più piccoli, al fine di "pelare" completamente la pianta. Anche la roncola va mantenuta affilata, i normali strumenti per l'affilatura dei coltelli possono andare bene.


COME TAGLIARE LE PIANTE


Prima di iniziare il taglio vero e proprio è importante:

  • Ripulire la via di fuga intorno all'albero stesso, quando il tronco inizierà ad inclinarsi è opportuno spostarsi senza inciampare
  • "Sramare" l'albero dai rami più bassi, per rendere l’abbattimento più sicuro e senza intralci. Il metodo più sicuro per la sramatura è con la motosega a tirare, dall'alto verso il basso.
  • Accertarsi che non ci sia nessuno in un raggio pari ad almeno il doppio dell’altezza dell’albero.
  • Indossare protezioni come guanti, casco e occhiali di plastica per proteggersi da eventuali schegge.


L’operazione consiste sostanzialmente nel segare la base della pianta con la motosega, è importante tagliare il tronco il più radente possibile al terreno, per fare questo occorre , prima di eseguire il taglio, ripulire la base dell’albero da muschi e erbacce, così da essere certi di abbattere la pianta senza lasciare pericolosi tronconi che emergono dal terreno. Al momento del taglio la motosega deve essere alla massima potenza e il tronco va inciso sfruttando sempre tutta la lunghezza della lama.

Il taglio si esegue asportando prima una sezione conica del tronco, sul lato dal quale si vuole che l’albero cada, la sezione di cono non deve essere più profonda della metà del tronco, lo scopo non è quello di far cadere subito la pianta, ma di darle la direzione di caduta.  Va tenuto presente che la maggior parte degli alberi ha una direzione naturale di caduta che dipende dall'inclinazione e dalla forma dei rami, va sempre prediletta un incisione conica che tende a fare cadere l'albero nella sua naturale direzione di caduta.

Guida al risparmio tagliando la legna nel  bosco
Il cono, che non deve superare in profondità il 15 – 20 % del diametro dell’albero, all'altezza del petto, va inciso eseguendo prima un taglio a 30 gradi dall’alto verso il basso (taglio superiore) e poi un taglio orizzontale (sottotaglio). Da notare che se la pianta iniziasse a piegarsi nel momento dell’esecuzione del taglio a cono, la lama della motosega resterebbe incastrata nel tronco rendendone difficile (se non impossibile) l’estrazione; alberi particolarmente pesanti potrebbero addirittura spezzare la lama stessa.

Una volta che la sezione conica è stata estratta si procede eseguendo un taglio orizzontale dalla parte opposta del tronco (taglio di abbattimento). Mano a mano che si incide il legno, si noterà la pianta iniziare a piegarsi proprio dal lato nel quale si è precedentemente inciso il cono. Quando la pianta inizia a muoversi energeticamente estrarre la lama della motosega ed attendere che cada a terra.


Un consiglio: La direzione di caduta della pianta va scelta con estrema cura, occorre accertarsi che sulla sua traiettoria non vi siano altre piante, può accadere infatti che i rami dei due alberi si intreccino tra di loro impedendole di toccare terra. I tronchi sono spesso molto pesanti, una pianta che rimane a mezzaria, sospesa a causa di aggrovigliamenti tra rami, rappresenta un pericolo che va evitato.

Ricavare legna dal bosco tagliando gli alberi
Per evitare che gli alberi cadendo vadano a sbattere contro altri alberi ancora da tagliare, è importante procedere al disboscamento seguendo sempre la medesima direzione, in questo modo si creerà un area vuota, nella quale le piante sono libere di cadere senza ostacoli. 

Una volta a terra, il tronco va ripulito dei rami più grossi utilizzando la motosega e poi tagliato in porzioni che devono rispettare due caratteristiche importanti:

Non essere troppo pesanti: Ad un certo punto dovremo caricare i tronchi sul rimorchio di un trattore, quindi i dovremo sollevarli manualmente; è quindi opportuno che  il peso dei tagli non sia eccessivo.

Essere adatti al trasporto: Tronchi molto grossi vanno tagliati in porzioni piccole, tipicamente di un metro o un metro e mezzo, ma tronchi leggeri vanno lasciati della lunghezza di tre metri circa, in modo da avere il minor numero possibile di pezzi da spostare, e allo stesso tempo sfruttare al meglio lo spazio del rimorchio del trattore. 


FINE PRIMA PARTE


Termina qui la prima parte questa guida, nella seconda ed ultima parte andrò invece a spiegare come e perché la legna va accatastata nel bosco prima del trasporto, a cosa servono e come si legano i piccoli rami rimossi dai tronchi, come accatastare e conservare la legna a casa propria, nel luoghi adatti  per il tempo necessario ad una corretta stagionatura.

7 commenti:

  1. Articolo interessantissimo ma non hai più pubblicato la seconda parte!

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  2. ...come dari torto :) Posso solo prometterti che lo farò al più presto, mi sono concentrato su altre tematiche mi stimolavano di più! Chiedo perdono e prometto che rimedierò al più presto!

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  3. molto interessante

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  4. Finalmente qualcosa di utile, e in questo tempo di crisi potrà diventare una attività salva famiglie, grazie

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  5. Aspettiamo la seconda parte, intanto grazie .

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  6. ... la seconda parte ???

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  7. Parte seconda: Lasciate la legna accatastata nel bosco in un posto facilmente raggiungibile dagli automezzi, ad esempo vicino ad un sentiero carrabile. Così arrivo io e vi frego la legna :-D

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