Strategie per Smettere di Lavorare (Parte 2)

Smettere di fare un lavoro che non da
soddisfazioni e che punta solo al denaro
Siamo arrivati al secondo capitolo sulle strategie da attuare per smettere di lavorare, rileggendo il primo capitolo mi sono reso conto che era assolutamente necessario precisare cosa si intende per "Smettere di lavorare": Vediamo di analizzare cosa c’è di sbagliato nel nostro modo di lavorare e come fare per cambiare.


SMETTERE DI LAVORARE MALE

Contrariamente a quanti si pensa, smettere di lavorare non si significa passare tutto il giorno ad oziare: se chiedessi a chi ha già fatto il grande passo come trascorre le sue giornate, sono certo che mi direbbe che lavora il triplo di prima.



Il lavoro non va demonizzato, non nella sua forma più pura, per il nostro sostentamento infatti dobbiamo necessariamente lavorare, un minimo di denaro deve entrare nelle nostre tasche; passare il tempo a guardare per aria non è ciò a cui dobbiamo puntare, diffidate di chi vende libri il cui titolo ingannevole promette formule magiche per smettere di lavorare, non esiste questa possibilità. Si può decidere di lavorare poco (spendendo poco), di lavorare duro per alcuni anni creandosi un'entrata extra e vivere di quella e dei risparmi, o di trasformare i propri hobbies in una fonte di rendita, ma in ogni caso qualcosa va fatto.

Quello che fa la differenza quindi è il "come" e il "quanto" si lavora, e per capire che stiamo lavorando nel modo sbagliato basta analizzare la nostra condizione:


PER VINCERE. E VINCEREMO!

In questo momento tutti passiamo le giornate in ufficio, nei cantieri o in fabbrica, spesso abbiamo mansioni che non ci piacciono e se ci piacciono siamo costretti ad eseguirle in una forma pessima; quasi sempre la qualità di quello che facciamo conta poco, e anche se puntassimo ad essere virtuosi, non avremmo gli strumenti adatti per farlo. Le nostre esigenze non vengono ascoltate, i problemi quotidiani considerati problemi personali, il nostro impegno un obbligo e la giusta ricompensa un optional.

Perché tutto questo?

Perchè i nostri dirigenti sono incompetenti, pensano più a salvarsi la poltrona che a metterci nelle condizioni di fare il nostro lavoro, sono poco lungimiranti e non hanno per le mani le soluzioni ai nostri problemi. A loro non importa  la qualità di quello che produciamo o l'amore che mettiamo in quello che facciamo, quello che conta è solo il raggiungimento degli obiettivi, così possono dire di avercela fatta, di aver rispettato i tempi, fare bella figura e prendere lo zuccherino dal loro superiore. Chi se ne frega se i suoi sottoposti sono infelici e hanno dovuto fare i salti mortali per rispettare i tempi, se raggiungono gli obbiettivi il loro sedere è salvo.

Perché dopo non leggi: Il mio Capo è Veramente più Ricco di Me?

Per essere certi di non essere rimpiazzati, eleggono come loro diretti sottoposti non chi può migliorare la qualità del lavoro, ma personaggi mediocri che non potranno mai scavalcarli, meri esecutori dei loro ordini, che tali resteranno.


MISSION E STATEMENT

La mission aziendale è quanto di peggio ci sia, il suo scopo dichiarato dovrebbe essere  quello di giustificare l'esistenza dell'impresa e dichiarare ciò che la distingue da tutte le altre, in verità viene utilizzata dai dirigenti per giustificare le proprie azioni, le discriminazioni e le scelte impopolari. "Per il bene dell'azienda" è probabilmente quello che sentiamo dire ogni volta che viene presa una decisione che penalizza noi e il nostro lavoro, ma che avvantaggia la loro posizione.

Il mission statement è una sorta di "manifesto" della missione aziendale, ovvero la strategia che si intende adottare sul lungo periodo. Un buon mission statement dovrebbe rispondere alle tre domande fondamentali:

  1. Chi siamo?
  2. Cosa vogliamo fare?
  3. Perché lo facciamo?


Ai nostri dirigenti non glie ne frega niente ne della mission aziendale ne del mission statement, come tutti i capi vivono in un continuo stato di ansia da prestazione, giustificare i loro stipendi stratosferici e fare carriera. Si riempiono la bocca di queste terminologia per darsi un tono e per farci sentire in uno stato di sottomissione quando anteponiamo i nostri problemi a quelli dell'azienda, peccato che non si rendano conto che i nostri problemi SONO i problemi dell'azienda.


NON SEI ABBASTANZA PRODUTTIVO

Questa frase viene sfoderata in un momento ben preciso: Il nostro capo è appena stato ripreso dal suo capo per un motivo qualsiasi, non importa di cosa si tratti, in quel momento quello che gli sta frullando nel cervello è come rimediare a questa situazione. La cosa giusta da fare sarebbe riflettere sull'errore commesso e capire come evitare che si ripresenti, ma la testa gli dice solo che ora, agli occhi del suo superiore, lui sta un gradino sotto l'altro capo con cui si contende lo scatto di carriera.

Deve assolutamente riguadagnare la posizione perduta e riprendere visibilità, quando arriverà il giorno della promozione lui deve essere in pole position. E' allora che scatta la molla, il prossimo obiettivo deve essere centrato, serve più impegno da parte di tutti, bisogna correre, correre, correre, serve più effort, bisogna spremere di può le risorse per raggiugere il budget, è colpa tua se non ce la facciamo, se non portiamo a casa abbastanza soldi, hai una grande responsabilità, devi essere più produttivo!

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IL BUON LAVORO

Una famiglia ha bisogno di un nuovo armadio per arredare la stanza della figlioletta che ormai ha dodici anni, presto ne sentirà il bisogno perché si sa, le ragazzine pensano solo ai vestiti. Si recano così da un falegname per commissionare il lavoro, il falegname prende le misure e costruisce un bell'armadio solido, progettato per durare una vita intera. La famiglia è molto contenta del risultato, paga il falegname che ha avuto il giusto compenso per il buon lavoro svolto.

Questo è il concetto di lavoro che intendo, nessun arrivismo, nessuna organizzazione piramidale, nessun capo stressato che impartisce ordini assurdi con obiettivi impossibili. Fare qualcosa perché serve veramente, rispondere ad un bisogno reale, produrre per migliorare le vite altrui o per il proprio diretto sostentamento, essere orgogliosi del lavoro svolto, puntare alla qualità e riceverne il giusto compenso.

Non ce niente di sbagliato nel voler mollare il proprio lavoro e fare qualcosa che abbia un'utilità reale, concreta, che non ci obblighi a stare seduti ad una scrivani per tutta la vita a produrre i tasselli di un grande puzzle che non capiamo e che probabilmente non starà mai insieme.

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Smettere di lavorare significa smettere di far parte di un sistema che guarda solo ai soldi e al potere; un meccanismo che, invece di permetterci di vivere, ci rende schiavi. Sono sicuro che non è a questo concetto di lavoro che allude l'Articolo 1 della nostra Costituzione.

smetteredilavorare.it

10 commenti:

  1. è veramente interessante il tuo blog Francesco, però anche un po' utopistico, secondo me per fare una vita decente il minimo che si può pensare di spendere è sui 1000€/mese a persona sempre se sei fortunato nell' avere una casa di proprietà.
    Infatti non consideri delle voci importantissime che purtroppo incidono tantissimo ma per forza di cose vanno prese in considerazione e ammortizzate per la loro durata effettiva come se dovessi fare un vero bilancio.
    Prendiamo ad esempio l' auto; penso che sia normale cambiare l' auto ogni 10 anni, meno è "voluttuario", di più o prendendola già usata e tenendola 10 anni rischi che siano più i problemi che il risparmio.
    Quindi visto che neanch'io ho grosse esigenze diciamo 10000€ per l' acquisto ( utilitaria a gas ) ai quali devi aggiungere circa 1000€ di carburante all' anno se fai 15000km/anno e una media a forfait di 600€/anno di gomme,tagliandi,olio e manutenzione.
    Poi ovviamente ci sono bollo e assicurazione,mettiamo che sei molto diligente quindi te la cavi con 400€/anno+130€ di bollo.
    Il costo totale della macchina sui 10 anni risulta essere quindi 31300€ da spalmare su 120 mesi, e siamo già a 260€ al mese in più salvo che non fai incidenti, prendi multe o ti ritirano la patente ( come al sottoscritto purtroppo ).
    Inoltre c'è la manutenzione della casa, se sei bravo a far lavoretti risparmi e di molto ma ci sono cose per cui è indispensabile chiamare un tecnico o un artigiano, inoltre periodicamente ci son elettrodomestici che smettono di funzionare o diventano obsoleti quindi a stare molto bassi diciamo 15000€ sui 10 anni di manutenzione casa che fanno 125€ circa al mese.
    Inoltre c' è la salute. Facendo le corna che non succeda niente di peggio ma un paio di volte dal dentista ti tocca andare sui 10 anni per un totale di 4000€ facciamo, quindi 35€/mese.
    Poi penso non sia possibile vivere senza mai e proprio mai fare una settimana di ferie da qualche parte, io personalmente preferisco farne 2 come si deve ogni 2 anni e non spendo meno di 1400€ pur stando molto attento a risparmiare quindi diciamo 700€ all' anno che fanno 7000€,quindi 60€ al mese.
    Infine c'è il vestiario, a me frega nulla di marche ecc fortunatamente però penso che in media 500€ all' anno si spendano quindi fanno altri 40€/mese.
    Tra le utenze non hai considerato il cellulare e l' ADSL comunque siamo su altri 40€/mese minimo.
    Come vedi siamo già a 560€ in più oltre ai 400 "di base" che fanno appunto 960€/mese sempre facendo le corna che non succedano imprevisti.
    Infine un' ultima postilla sui conti deposito: vanno bene per ora ma non sono affatto garantiti e senza rischi anzi...!!!Alcuni ( quelli che rendono di più ) hanno il sottostante costituito da obbligazioni della stessa banca ( che guarda a caso comprate sul mercato renderebbero ora l' 8-9% ), e indovina cosa succede se la banca salta...?Teoricamente sono garantiti dal fondo di tutela interbancario che arriva a coprire ( teoricamente ) fino a 103000€ m ( questo vale anche per quelli che rendono di meno che hanno come sottostante un misto di titoli di stato a breve e obbligazioni bancarie a breve ), ma il fondo non è abbastanza capiente nel caso dovessero esserci fallimenti a catena.

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    1. Ciao Piede, benvenuto sul Blog. Mi ha fatto molto piacere il tuo commento, mi piace molto quando ci sono in ballo i numeri perché vuol dire che parliamo di cose concrete.

      Sicuramente i conti che hai fatto sono validi, sto infatti cercando di capire con quanti soldi posso vivere, e i dettagli che hai aggiunto mi possono aiutare in questo, quindi ti ringrazio. Ho fatto il bilancio dei primi 4 mesi dell'anno e come hai letto ho speso 288 euro, ovviamente non ho avuto spese perché era l'inizio anno e quelle di solito arrivano alla fine :).

      Nei 288 euro ci metto tutte le utenze, ho i pannelli per l'acqua calda e per l'elettricità (4.2Kw) se ti cerchi nei vecchi articoli ho fatto i conti in 20 anni non solo non spendo niente di bollette ma ci guadagno oltre 10.000 euro! di cellulare spendo 7 euro al mese (altro posto, prova a cercare).

      La mia speranza è a fine anno di riuscire a vivere con circa 800 euro al mese, stabilito questo se non lavoro e lavoro da casa nel mio studio posso anche pensare di eliminare la macchina, certo è un grande sacrifico, ma per smettere di lavorare questo ed altro :) Cioè sono convinto di riuscire ad abbassare ulteriormente quella cifra perché non lavorando posso eliminare altre grosse uscite come il pranzo fuori casa, la macchina appunto e i vestiti diciamo costosetti che devo indossare pechè lavoro in un ufficio.

      Va poi considerato che non lavorando la sanità si paga poco perché avrei esenzioni per reddito su quasi tutto.

      Sul fatto che sia utopistico sono d'accordo, non so nemmeno io se ce la farò, però non credi che valga la pena provare? Forse la libertà non è impossibile, probabilmente non sarà una strada facile e il rischio di fallire è alto, ma voglio provarci lo stesso :)

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    2. Rinunciare a tutto per arrivare alla libertà. A me sembra un´ altra sorta di prigione intesa cosi. Mai mangiare fuori, non avere un mezzo proprio, non poter togliersi alcuno sfizio a 40 anni. Se odi così tanto il lavoro che svolgi forse conviene aprirti una partita iva e lanciarti in ciò che ti piace facendolo diventare un mestiere. il tuo blog è davvero interessante e mi da molto punti di riflessione ma applicherei le tue teorie più in questo senso:"risparmia oggi godi domani e che quel domani non sia troppo in la" mi interessano gli investimenti che proponi per l´appunto, anche se preferisco le azioni alle obbligazioni diversificando ampiamente il portafoglio; tanto ormai più nulla è garantito. E trovo corretto puntare ancora come da sempre noi italiani sugli immobili sempreche sia fatto nell´ottica di massimizzare la rendita ampie camere poca cucina centro città e scovare gli affari

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  2. Fai Bene ed io sono con te, anzi ti ringrazio per le preziose informazioni che stai rendendo pubbliche nel tuo blog.
    Ho 43 anni e sono 20 anni che lavoro e in teoria secondo la nuova legge dovrei lavorare fino a 69 anni e 7 mesi.

    Andare in pensione decrepito e sfinito(sono un tecnico, il mio è un lavoro usurante e molto stressante) e magari come dici tu passare gli ultimi anni della mia vita gravando pure sui mie figli.
    Riguardo al tempo che dire se non che hai ragione da vendere, come diceva Socrate "il tempo è il dono più prezioso che un uomo si possa fare" Perciò caro Francesco grazie ancora di tutto e di averci dato la possibilità ancora una volta in più di riflettere e di poterci ribellare almeno idealmente ad un sistema economico che usa le persone le spreme e poi le butta via. Un abbraccio e mi raccomando non mollare e continua a pubblicare informazioni sul tuo blog che io ti seguo a ruota, anzi se anche io ho informazioni utili le condividerò insieme a te. Ciao Luca

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    1. Ciao Luca, ben venuto sul blog! Fa piacere trovare persone che la pensano allo stesso modo, ci diamo forza a vicenda e riusciamo a combattere questo assurdo sistema con più convinzione. I tuoi suggerimenti sarebbero apprezzatissimi, anche fossero solo spunti per scrivere post che possano aiutare chi come noi non si vuole piegare allo schiavismo moderno.

      Grazie per il tuo contributo e un abbraccio sincero per il tuo futuro e la tua famiglia!

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  3. Io non riesco a pubblicare sul blog!!

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    1. Siccome ultimamente sono volati insulti ed è anche arrivato dello spam fresco fresco, ho attivato la moderazione dei commenti. Quando posti non ti viene subito pubblicato il commento, prima valuto se è idoneo, e poi eventualmente lo pubblico :)

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  4. Sono rimasto molto colpito da quello che dici. Per me non lavorare richiede grande talento e tu ne hai. E' da un po di anni che anch io cerco di lavorare il meno possibile per avere piu tempo per me. il mio motto è: non si vive per lavorare, ma si lavora per vivere. Negli ultimi anni ho cercato in tutti i modi di ridurre al minimo tutte le spese (ho buttato la macchina, mi sono lasciato con la mia ragazza che non era del mio paese, quindi spese di carburante, intervento agli occhi per eliminare spese di lenti a contatto, acquisto bici elettrica per spostamenti che non sono piu lunghi ecc) e da un paio di mesi incredibilmente sono arrivato a spendere 0 euro al mese :-) .. Vivo con i miei genitori ancora, quindi questo mi agevola tantissimo, ma da loro non chiedo neanche 1 euro, solo vitto e alloggio. (ho 25 anni). Tutto quello che guadagno con un lavoretto part-time che non mi stanca per niente (3 ore al giorno in media) lo accumulo in parte e lo spendo per giochi vari (play station, bicicletta elettrica ecc). La cosa piu bella è che la gente rimane sbigotita dal fatto che guadagno poco e mi posso permettere tutte queste cose, accumulando anche soldi .. e troppo divertente sentirsi dire: "ma come fai?" :)

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  5. Il tuo blog mi trova incredibilmente d'accordo sui temi di fondo: smettere di lavorare e fare quello che ci piace. Lavorerò sodo per non lavorare :)

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  6. Molto bello il tuo blog. Sono passati 3 anni. Come va?

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