Come Vivere Felici, Smettendo di Lavorare

Vivere felicemente è semplice, la strada è la rinuncia
La strada per la felicità è nella direzione
opposta a quella che stiamo percorrendo
E' di nuovo lunedì, e siamo tutti al lavoro. Ci siamo alzati presto, con quel cerchio alla testa tipico del primo giorno della settimana, occhi stanchi e muso lungo, sul volto l'espressione di chi sta andando a morire. Sappiamo che ci attenderà il traffico, lo smog, la confusione e la gente incazzata; probabilmente possiamo anche prevedere dopo quale curva troveremo l'interminabile colonna di automobili che ci obbligherà a restare fermi mezzora, un ora, due ore.

La testa però ha già iniziato a macinare, la felicità e la spensieratezza dei due giorni d'aria appena trascorsi sono già un ricordo, il nostro cervello, anestetizzato dalla stanchezza, è proiettato verso i problemi che dovremo affrontare quando arriveremo in ufficio. Mentre restiamo immobili nel traffico, come detenuti che si avviano rassegnati verso la stanza dell'esecuzione, non ci passa nemmeno per la testa di farci l'unica semplice domanda che ci salverebbe la vita: sono felice?




COSA SIGNIFICA VIVERE FELICI?

Per essere onesti con noi stessi, fermarci e chiederci: "cosa posso fare per essere felice?" doveva proprio succedere quel fatto, quell'episodio che ci ha scossi, quel piccolo terremoto che ci ha fatto aprire gli occhi, quell'evento inaspettato che ci ha strattonati via dal binario della nostra vita e ci ha fatto vedere le cose dall'alto.

Se stai leggendo queste righe è successo anche a te, se hai digitato su Google "Come vivere felici" fai parte di quel gruppo di persone che si sono svegliate, si sono rese conto che così non poteva andare, e sono in cerca di una soluzione. La buona notizia è che l'ostacolo più grosso, quello di chiederti se sei felice, lo hai già superato da solo, e sei stato bravo, quasi nessuno lo fa. La cattiva notizia è che da questo momento in poi tutto è sconosciuto, selvaggio, inesplorato.


FELICITA' E' RINUNCIA

Al contrario di quello che si può pensare, per vivere felici non serve molto, il problema è convincersi che sia vero, e per farlo bisogna fare il contrario esatto di quello a cui ci hanno sempre abituati: rinunciare. Siamo talmente convinti che la felicità derivi da quello che abbiamo, che ci è impossibile vedere la strada giusta da intraprendere, semplicemente perché è nella direzione opposta alla quale stiamo andando.

Per essere felici bisogna avere poco; solo spostando dalla nostra visuale tutti gli oggetti inutili di cui ci circondiamo, possiamo guardarci attorno liberamente e mettere a fuoco quello che conta nella vita. Privandoci volontariamente del superfluo e mantenendo solo l'indispensabile per vivere, riusciremo a individuare quello di cui abbiamo veramente bisogno per essere felici.

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COME VIVERE FELICI, IGNORANDO IL SISTEMA

Il sistema in cui viviamo è fatto di prodotti e di persone che vendono prodotti, punto. Le persone che vendono prodotti hanno il compito ben preciso di farci credere che il loro prodotto ci darà la felicità che andiamo cercando. Allo stesso tempo devono confezionare sempre nuovi appetitosi prodotti, così quando ci sarà passato l'effetto di stordimento dovuto all'acquisto, e ci sentiremo nuovamente infelici, loro avranno pronto un nuovo oggetto per noi e, se saranno stati bravi (lo sono sempre), ci avranno già fatto credere che la nostra infelicità dipende dal non possedere ancora quel prodotto.

Se un oggetto si rompe, tanto meglio, non ci verrà mai in mente che siamo infelici per motivi diversi, ci autoconvinceremo che lo siamo perché non c'è più, e così gli elettrodomestici, i cellulari, le console e le automobili si rompono sempre più facilmente.

Indurre in noi il desiderio, l’illusione che più cose abbiamo più saremo felici, questo è quello che fanno.


LAVORARE, COMPERARE E NON ESSERE FELICI

Ed ecco che siamo nel traffico alle 7.30 del mattino, ci attendono 8 o 10 ore di lavoro. Ogni giorno, ogni mese, ogni anno della nostra vita sprecato a portare a casa soldi per comperare oggetti che non ci servono e che non ci daranno la felicità, convinti che più soldi avremo più cose potremmo comperarci e più saremo felici. E intanto i giorni passano, diventiamo vecchi, i nostri figli crescono senza l'affetto e le attenzioni di cui avrebbero bisogno, chiusi nei nidi, negli asili, nelle scuole e poi anche loro a lavorare, in una spirale senza via di uscita.

Basta, basta! E' ora di prendere in mano la nostra vita, fare inversione di marcia e intraprendere l'unica vera strada che porta alla felicità: bisogna rendersi conto che il tempo che stiamo sprecando ha un valore immenso, che dobbiamo lavare via tutto il grasso e restare con l'essenziale. Basta comperare televisioni, cellulari, automobili, vestiti costosi, gioielli, queste cose non ci serviranno ad essere felici, quello che ci serve è il tempo, il tempo di vivere, di pensare a noi stessi, di coltivare le amicizie, la famiglia, di riposarsi ed essere sereni… essere felici.

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LA LIBERTÀ

Ecco come vivere felici, smettendo di lavorare, rifiutandosi di rispettare le regole imposte dal sistema, smettendo di pagare con la nostra vita un lusso che non possiamo permetterci e che ci rendere schiavi. Pochi soldi in tasca, una passeggiata nel bosco, un lunedì pomeriggio al mare, una dormita di venerdì mattina fino a pranzo, una giornata al parco con i nostri figli, la visita ad un parente che non vedevamo da tempo, un pranzo con gli amici, magari cucinato da noi, una giornata all'aria aperta e al sole, questi sono i prodotti che vogliamo comperare… questo è l’unico successo da rincorrere.

Se hai capito, se ti senti arrabbiato, confuso e deluso… bene, da oggi inizia la tua avventura, quella vera, l’avventura di una vita diversa, inesplorata, dura e meravigliosa.  All’inizio non sarà facile, ma lentamente incomincerai a vedere le cose per quello che sono, e quando meno te lo aspetti, ti sentirai felice.

Buon viaggio.

19 commenti:

  1. COmplimenti davvero per il tuo blog, Francesco. Può aprire gli occhi a tante persone... :-)

    Roberto

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    1. Ora et labora!
      Questo, paradossalmente, è il vero segreto della felicità!
      il che richiede ancora più rinuncia di quello che scrivi tu, quello che scrivi purtroppo è semplicistico, oserei dire banale, chiaro che hai letto il libro sulla "decrescita felice".
      Comunque in bocca al lupo, la strada della rinuncia è in ogni modo lodevole da chi la pratica visto che viviamo nell'epoca di un edonismo, egoismo, e bramosia di cibo, smisurato.

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    2. Ho 40 anni, mi sono trasferito dal Sud, laureato in economia, ho trovato un lavoro decente solo a 29 anni presso un ente pubblico (purtroppo senza uno straccio di raccomandazione, quindi carriera impossibile). Il sistema non funziona. Lo dico a ragion veduta. Me ne fregherei di essere sfruttato, se mi fossero garantite condizioni di vita dignitose. Ma neanche più questo. L'ente pubblico presso cui lavoro è in crisi e ci aspettiamo a breve grosse novità negative. I miei capi avranno il culo parato. Io semplicemente non ne posso più. Che sia comunismo, fascismo, si assicuri una vita dignitosa a tutti. Neanche la democrazia ha più senso se vuol dire solo facciata, sopraffazione del forte sul più forte. Il paradiso dovrebbe essere in terra. Qualunque soluzione, qualunque scotto da pagare, ma il paradiso per tutti sulla terra. PS quando scrivo questo cose, vorrei avessero un minimo di probabilità di attuarsi, scrivo per fantasie, lo so.

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  2. Finalmente un blog che mi ha davvero fatto venire i brividi. Grazie.

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  3. è assolutamente così...Io stò attraversando una crisi esistenziale dovuta alla Mia vita che, sto vivendo esattamente come non vorrei ,eppure , hò fatto per anni un lavoro fantastico ...i villaggi turistici , hò un agenzia turistica e , so che tantissime persone vorrebbero fare e, aver fatto quello che faccio e hò fatto Io ...ma ...poi ? che resta ? comunque passo ore e ore al computer e al telefono , il villaggio si, bellissimo ma non mi soddisfa più appieno , hò trascorso la vita ad organizzare e a far ridere la gente (meraviglioso se ci pensate) ma ora ? l'energia è finita , hò bisogno di mescolarmi con la terra , con la natura , ma ostacoli invisibili (ma effettivamente visibilissimi) me lo impediscono....quello che hò letto nel blog è assoluta verità !!!!!!!!!!!!!!!!

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  4. Forse un grazie non basterà per compensare tutti i viaggi che ti sei fatto prima di arrivare a queste conclusioni, ma te ne sono grato di aver scritto queste frasi; ora come ora mi sento veramente di buonumore e mi è venuta voglia di iniziare a vivere e proseguire le mie passioni

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  5. soldi per un tetto sulla testa ci devono essere, soldi per pagare le bollette di luce gas e connessione e magari un misero cellulare, ci devono essere. la persona fisica paga parecchie altre tasse solo perchè è persona nata e viva. Siamo schiavi del lavoro orrendo di cui scrivi proprio per pagare il tetto sulla testa, la luce, il gas, un po' di cibo, delle scarpe, degli abiti economici con cui vestirci, coprirci. Non è il volere la borsetta di fendi a rovinarci, non lavoriamo per quella, lavoriamo per le prime necessità. Quasi tutti.

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  6. Anch'io sono arrivato alle tue stesse conclusioni dopo 36 anni di vita nel sistema capitalista e consumistico. Ora sto cercando di raggiungere l'indipendenza totale, producendo tutto il cibo che mi serve da solo. C'e' pero' da fare molto lavoro e servono soldi all'inizio per mettere in piedi una microfattoria autonoma. Tuttavia ne vale la pena e letteralmente gia' comincio ad "gustare" i frutti del ritorno alla vita secondo natura, molto più saporiti di quelli fatti in serie e avvelenati dal capitalismo e dal consumismo. Che brutte cose che sono per l'uomo il capitalismo e il consumismo. Gli animali hanno una vita spesso difficile, ma almeno non si sono privati della libertà e delle piccole gioie della vita. E noi, pur essendo molto più progrediti, siamo meno felici. In realtà viviamo in un'epoca di transizione: nel futuro i robot ci libereranno dalla schiavitù del lavoro e lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo non avrà più senso. Eppure l'uomo non potra' certo starsene a guardare e non fare niente: noi abbiamo bisogno di fare qualcosa per la soddisfazione che ne deriva. E produrre o cercare il cibo è forse una delle cose più soddisfacenti. Anche se di meno, lo faremo anche tra 100 mila anni.

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  7. io non ho figli e con i soldi che ho messo da parte forse potrei farlo... ma te citi, figli, gite al mare... see con quali soldi? :p
    oltre al fatto che anche avendo la casa, ci sono le spese condominiali, luce, gas, etc... quindi non basterebbe lasciare il lavoro ma bisognerebbe anche cambiare città per un paesino piccino e sperduto...
    a sto punto meglio quanto suggerito su altri post, estero, posti asiatici e sperduti (es le filippine)
    se ad esempio ti sei comprato una casa qui o hai un po' di soldi, li con quei soldi se vuoi lavorare puoi aprirti un resort
    o se non vuoi lavorare puoi cmq prenderti una casa economica in riva al mare... ma poi li non c'è molto oltre a quello e se sei giovane forse è un po' presto x non fare proprio più nulla :) quindi opterei x il lavoro da imprenditore (in modo da non subire i loro salari bassissimi) anche se più rischioso, ma con spirito diverso da qui, anche perchè li non ti affossano di tasse e campi anche se ti va maluccio

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  8. Francesco come è vero quello che dici...come diceva Il piccolo principe"l indispensabile è invisibile agli occhi"...figuriamoci poi trovarlo in tutto quel ciarpame inutile che ci hanno fatto comprare.Cose x sostituire valori,cose per soppiantare le emozioni,cibo per far dimenticare il potere di un sorriso gratis,telefonini per impedirci di guardarci per strada(ma guardiamo foto di persone all altro capo del mondo e che non conosceremo mai)...ma ora siamo in tanti ,mi auguro sempre di piu,a voler tornare in quel punto del bosco dove ci eramamo persi.

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  9. a me sti articoletti da 4 spicci fanno ridere. smettere di lavorare??? wow!!! un blog mi dice di farlo!!! allora da oggi mi sento piu felice. d'accordo con il discorso dugli oggetti inutili. ah.. come dici? hai regalato a tuoi ifiglio l'iphone 42 .....? sorrdi sei su candid camera

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  10. SI' E' COSI' INCAMMINIAMOCI!
    ROSSELLA PSICANALISTA

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  11. Purtroppo così facendo ti condanni ad una lenta autodistruzione : quando sei vecchio o se finisci al pronto soccorso come te la paghi l'assistenza medico-sanitaria ? E poi tutto questo "va bene" se SCEGLI di rimanere single e senza figli..come la mantieni una famiglia sennò ? Aria fritta, 10 anni fa c'era quell'ex manager aziendale italiano che aveva mollato tutto e d'inverno riparava barche mentre d'estate faceva lo skipper in nero (un'attività che presuppone conoscenze e una pratica non certo alla portata di tutti..). Viveva in una casupola semi-diroccata con una stufa che a malapena riscaldava il locale principale, aveva l'orto..e nei periodi -frequenti- di "magra" campava rosicchiando il capitale accumulando lavorando come top manager in giro per il mondo. Questo era il suo segreto : posso fare il Robinson Crusoe se ho i soldi per poterlo fare ! Anni dopo s'è cominciato a vederlo bazzicare gli studi tv (RAI) per promuovere i suoi libri sull'argomento : da bravo ex-manager aveva capitalizzato la sua esperienza e i soldi guadagnati gli permettevano di fare lo "straccione di lusso".. ovviamente amato dal ceto femminile post new age/radical chic (cuore a sx ma portafogli a dx..). Tutte queste belle teorie affascinanti e "magnetiche" su chi è tagliato fuori per inettitudine personale o per competenze obsolete dal contesto produttivo non si applicano in un contesto moderno e industrializzato come il nostro. Forse nel terzo o quarto mondo o su qualche sperduto atollo.. Un po' come molti semidisoccupati : racimolano 3 o 400 euro grazie a qualche minijob ma poi se non ci fossero i genitori (spesso pensionati : quindi con rendita garantita almeno finché campano) che compensano..hai voglia !

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  12. ho letto tutti i commenti e devo dire che li trovo fantastici alcuni veramene riflessivi e ben esposti. devo ammettere che la voglia di mollare tutto ,di mollare questo modello di societa' e sempre nei miei pensieri tutti i benedetti giorni , ma chi e'che non c'e l'ha???tutti i giorni penso a trovare una soluzione seria e veritiera che mi possa dare un modello di vita diversa.tutti i giorni mi rimbomba in testa il discorso dello schiavo di SILVANO AGOSTIi,sogno un pianeta come nel film IL PIANETA VERDE .Lo stesso desiderio del filmI INTO THE WILD poi pero faccio i conti con la realta',con la vita reale di babbo di una bambina di 11 anni e marito e allora riatterro e mi rimane solo che pregare che avvenga un risveglio di coscienza da parte dell'umanita' perche'Con questo modello di sviluppo ,non solo non solo non siamo felici ma ci stiamo suicidando senza che ce ne accorgiamo.per mantenere questa ricchezza in cui siamo immersi,cose inutili per di piu', per continuare a produrre questa abbondanza di cibo del quale gran parte sprechiamo,stiamo uccidendo non solo la nostra anima,sempre che ne abbiamo ancora,ma la nostra madre terra.,un'ortista per passione

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  13. Ciao! Dopo che ho letto mi sono licenziato! Da domani vita nuova!

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  14. Questa teoria di vita da Te illustrata è stupenda, peccato che sia anche impraticabile, pura utopia.... Capisco rinunciare alle cose superflue, se per averle dobbiamo vendere l'anima al diavolo e ammalarci di ipertensione (traffico, smog, stress, problemi sul lavoro)allora si, allora meglio una vita modesta, semplice, ma sana....... ma qui si tratta di sopravvivenza,..scusa ma Te le bollette non le paghi? e l'affitto? Figli non ne hai? e se si, regali non gliene fai? a scuola non li mandi
    La verità e' che, come lo scrivente, tante persone si avvelenano con i lavoro solo per sopravvivere, non perchè "convinti che più soldi avremo più cose potremmo comperarci e più saremo felici", ma perchè se si rompe la lavatrice, la devo far sistemare, e se mi ammalo mi serve il dottore.....e a volte vado anche al cinema
    sarebbe bello poter fanculare il sistema, magari. Purtroppo l'essere umano non puo' escludersi dal sistema, a mio modestissimo avviso sarebbe molto piu' utile discutere su come puo' essere cambiato il sistema stesso
    cordialità

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  15. Cambiare sistema é anch'esso utopistico, un nuovo sistema prodotto, apparentemente valido sarebbe marcio nel nucleo perche creato dalle basi del precedente.
    Invece secondo me é piú produttivo proporre un'alternativa ragionevole che se poi si rivela valida attrarrá (non so se si scrive cosí) la massa creando un nuovo modello. Peace ✌��️

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  16. Concordo con tutti che per vivere servono soldi, quindi bisogna lavorare.

    Volevo tuttavia condividere l'esperienza del mio capo che è ricco e lavora comunque.
    Lui sostiene che il lavoro nobilita lo spirito.

    Potrebbe stare a casa a ciondolare, ma lui sostiene che farebbe la vita del pensionato e che morirebbe di noia. Quello che gli da vita e gioia è proprio il costruire ogni giorno un pezzetto di azienda.

    Io concordo molto con lui. Seguendo il suo modo di pensare, anche se lavoro per vivere, sono proprio felice quando seguo nuovi progetti che mi entusiasmano.

    Io (e anche lui) abbiamo il problema opposto: ci rompiamo i coglioni nel week end, quando siamo vicini ad una moglie che ci detesta. Anche i figli, sono belli, ma spesso pesanti. Creano ancora più tensioni nella coppia.

    Potrei avere qualche consiglio su come apprezzare la parte di vita extra-lavorativa?

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